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	<title>Discorsi Archives - Thomas S. Monson</title>
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	<description>Presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni</description>
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		<title>Messaggi ispirati da parte del Presidente Monson</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guest Author]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 09:42:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Discorsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#60;img class=&#34;alignleft size-medium wp-image-29&#34; style=&#34;float: left; border: 0px initial initial;&#34;Esempio perfetto Si è detto del Salvatore che Egli &#8220;passò facendo del bene&#8230; perché Dio era con lui&#8221;. Possiamo seguire il Suo esempio perfetto. In questo viaggio, a volte precario, attraverso la mortalità, possiamo anche seguire il parere di Paolo che ci aiuterà a tenerci al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://it.elds.org/it-thomasmonson-com/files/2011/06/famiglia-mormone.jpg">&lt;img class=&quot;alignleft size-medium wp-image-29&quot; style=&quot;float: left; border: 0px initial initial;&quot;<img fetchpriority="high" fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-195" src="https://it.elds.org/it-thomasmonson-com/files/2011/06/famiglia-mormone.jpg" alt="" width="224" height="224" /></a>Esempio perfetto</strong></p>
<p>Si è detto del Salvatore che Egli &#8220;passò facendo del bene&#8230; perché Dio era con lui&#8221;. Possiamo seguire il Suo esempio perfetto. In questo viaggio, a volte precario, attraverso la mortalità, possiamo anche seguire il parere di Paolo che ci aiuterà a tenerci al sicuro e sulla strada: &#8220;tutte le cose che sono vere, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose&#8221;.  &#8220;Guardando indietro e procedendo in avanti&#8221;, Conferenza Generale dell’Aprile 2008</p>
<p><strong>Nessun rimpianto </strong></p>
<p>Mandare un biglietto all’amico che avete trascurato, dare un abbraccio ad un bambino, dare un abbraccio ai vostri genitori, dire &#8220;ti amo&#8221; più spesso, esprimere sempre il vostro grazie. Non lasciate mai che un problema da risolvere, diventi più importante di una persona da amare. Gli amici si allontanano, i bambini crescono, i cari ci lasciano. E&#8217; così facile dare gli altri per scontati, fino al giorno in cui se ne vanno, dalle nostre vite, e ci ritroviamo con i sentimenti portati dalle parole &#8220;Cosa sarebbe successo se…&#8221; e &#8220;Se solo avessi…&#8221;. L&#8217;autrice Harriet Beecher Stowe ha dichiarato: &#8220;Le lacrime più amare versate sulle tombe, sono per le parole inespresse e per le azioni mai fatte&#8221;. “Ricerca della Gioia nel viaggio&#8221;, Conferenza Generale di Ottobre 2008</p>
<p><strong>Le mani del Signore </strong></p>
<p>Miei fratelli e sorelle, siamo circondati da coloro che hanno bisogno della nostra attenzione, del nostro incoraggiamento, del nostro sostegno, del nostro conforto, della nostra gentilezza: siano essi familiari, amici, conoscenti o estranei. Noi siamo le mani del Signore, qui, sulla terra, con il mandato di servire e di aiutare i suoi figli. Egli dipende da ognuno di noi. &#8220;Cosa ho fatto, oggi, per gli altri?&#8221;, Conferenza Generale di Ottobre 2009</p>
<p><strong>Il vero amore </strong></p>
<p>Il vero amore può cambiare le vite umane e cambiare la natura umana. Vi prego di avere il coraggio di astenervi dal giudicare e criticare coloro che vi circondano, come pure il coraggio di rendere tutti sicuri e amati e valorizzati. &#8220;Abbiate coraggio&#8221;, Assemblea Generale delle Giovani Donne, Aprile 2009</p>
<p><strong>Standard </strong></p>
<p>Non abbiate paura di uscire dalla sala di proiezione di un cinema, di spegnere un televisore o di cambiare stazione radio, se ciò che è stato presentato, non soddisfa gli standard del vostro Padre celeste. In breve, se avete qualche domanda sul fatto che un particolare film, libro o altra forma di intrattenimento sia opportuna, non vedetelo, non leggetelo, non partecipate. &#8220;La preparazione porta benedizioni&#8221;, Conferenza Generale dell’Aprile 2010</p>
<p><strong>La chiamata del dovere </strong></p>
<p>E’ tempo di marciare. Abbiamo l’obbligo di mantenere la cadenza di quella marcia. Il dovere non si attenua, né diminuisce. I conflitti catastrofici vanno e vengono, ma la guerra combattuta per le anime degli uomini, continua senza tregua. Come uno squillo di tromba, arriva la parola del Signore per voi e per me e per i detentori del sacerdozio, ovunque. Ribadisco le parole: «Pertanto, è ora che ogni uomo impari il suo dovere e ad agire nell&#8217;ufficio a cui è nominato, usando ogni diligenza&#8221; (Dottrina e Alleanze 107:99). &#8220;Credere al nostro sacerdozio&#8221; Conferenza Generale di Ottobre 2006</p>
<p><strong>Le decisioni determinano il destino </strong></p>
<p>&#8220;Ora vediamo venire in primo piano la responsabilità di scegliere, che porta la crisi inevitabile nei crocevia della vita. Colui che vi avrebbe portato giù, vi aspetta pazientemente, in una notte buia, in una vacillante volontà, in una coscienza confusa, in una mente poco lucida. Siete pronti a prendere le decisioni, su quel bivio? Non posso non sottolineare che le decisioni determinano il nostro destino. Non è possibile prendere decisioni eterne, senza conseguenze eterne.” &#8220;Le decisioni determinano il destino&#8221;, Riunione al caminetto del CES per i giovani adulti, presso la Brigham Young University, il 5 novembre 2005</p>
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		<title>Thomas Monson parla dei templi mormoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guest Author]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 18:21:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Discorsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella Conferenza Generale del 2010, della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, i cui membri, a volte, sono chiamati mormoni, Thomas S. Monson ha parlato dei templi mormoni. Il presidente Monson è il profeta mormone attuale e anche il presidente della Chiesa. I Templi si trovano fin dal lontano esodo degli Israeliti, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.elds.org/it-thomasmonson-com/files/2011/04/templo-mormon.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-29" style="float: left;border: 0px initial initial" src="https://it.elds.org/it-thomasmonson-com/files/2011/04/templo-mormon.jpg" alt="" width="260" height="194" /></a>Nella Conferenza Generale del 2010, della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, i cui membri, a volte, sono chiamati mormoni, Thomas S. Monson ha parlato dei templi mormoni. Il presidente Monson è il profeta mormone attuale e anche il presidente della Chiesa.</p>
<p>I Templi si trovano fin dal lontano esodo degli Israeliti, sotto la guida di Mosè. Agli Israeliti era stato comandato da Dio, di creare un tempio portatile, chiamato “tabernacolo”, che essi avrebbero potuto portare con loro, da luogo a luogo. Sapere che Dio non voleva che viaggiassero senza un tempio, ci fa capire quanto siano importanti i templi, nel disegno di Dio. L&#8217;Antico Testamento menziona anche il Tempio di Salomone e il Tempio di Zorobabele, mentre il Nuovo Testamento menziona il Tempio di Erode, un luogo dove spesso andava Gesù. Anche il popolo del Libro di Mormon aveva costruito dei templi. Purtroppo, i templi, come altre parti del piano di Dio, sono scomparsi dalla terra, durante la grande apostasia. E’ stato solo quando il Vangelo è stato restaurato, che i templi sono stati restituiti alla terra.</p>
<p>Joseph Smith ricevette la prima rivelazione sui templi nel 1832, con le istruzioni per costruire un tempio a Kirtland, Ohio, seguito da un altro, in Missouri. Oggi, i templi si trovano in tutto il mondo. Ci sono attualmente 131 templi costruiti, con altri 21 attualmente in costruzione, e cinque che sono stati annunciati.</p>
<p>I templi sono diversi, dalle case di riunione. Le case di riunione mormoni, si trovano nei quartieri di tutto il mondo e sono aperte al pubblico. I servizi di culto della domenica, l’educazione religiosa e le attività dei giorni feriali, si svolgono in questi edifici. I Templi, invece, sono aperti solo a coloro che sono stati trovati degni, dai loro dirigenti, di entrare. Salvo che in circostanze particolari, la piena partecipazione è aperta solo agli adulti, con accesso limitato per gli adolescenti.<span id="more-163"></span></p>
<p>All&#8217;interno dei templi, i mormoni fanno delle alleanze (sacre promesse, a due vie, con Dio), conoscono meglio il Vangelo e celebrano le ordinanze sacre. Il tempio è incentrato sul Vangelo di Gesù Cristo ed è particolarmente importante per la santità della vita familiare.</p>
<p>Nel suo discorso, durante la conferenza, Thomas Monson ha parlato dei tanti sacrifici che molti hanno fatto, per obbedire al comandamento di Dio, di andare al tempio. Ha parlato di un gruppo di 100 mormoni, nel cuore del Rio delle Amazzoni, a Manaus, in Brasile, che erano determinati a raggiungere il tempio, per fare le loro sacre ordinanze, per la prima volta. A quel tempo, il tempio più vicino era a 2.500 miglia di distanza. Questo non ha scoraggiato i membri, che hanno risparmiato i soldi per molti anni. In primo luogo hanno percorso il Rio delle Amazzoni, su delle barche per quattro giorni. Questo è stato seguito da tre giorni di viaggio su un autobus e su strade sconnesse, con poco da mangiare. Dopo essere stati al tempio, hanno dovuto fare il viaggio in senso inverso. Sono arrivati ​​a casa con pochi soldi, ma i loro cuori erano pieni. Sapevano che avevano seguito la volontà del Signore ed erano felici di aver fatto tutti i sacrifici a cui erano stati chiamati. Oggi, un tempio è stato costruito nel loro territorio.</p>
<p>&#8220;Perché sono così tanti quelli che sono disposti a dare tanto, per ricevere le benedizioni del tempio? Quelli che capiscono le benedizioni eterne, che provengono dal tempio, sanno che nessun sacrificio è troppo grande, non c&#8217;è prezzo troppo pesante, nessuna lotta è troppo difficile, per poter ricevere tali benedizioni. Non ci sono mai troppi chilometri per viaggiare, troppi ostacoli da superare o troppi disagi da sopportare. Capiscono che le ordinanze di salvezza, ricevute nel tempio, ci permettono di ritornare, un giorno, al nostro Padre celeste, in una famiglia eterna, ed avere le benedizioni e il potere, dall&#8217;alto, vale ogni sacrificio e ogni sforzo&#8221;.</p>
<p>Il presidente Monson ha parlato del tempio di Roma, in Italia, attualmente in costruzione. I mormoni erano molto eccitati, sull&#8217;annuncio di questo tempio.</p>
<p>&#8220;Ogni tempio è una casa di Dio, ha le stesse funzioni e dà le stesse benedizioni e le ordinanze sono identiche ovunque. Il Tempio di Roma, in Italia, è unico, è in costruzione in uno dei luoghi più storici del mondo, una città dove gli antichi apostoli Pietro e Paolo predicarono il Vangelo di Cristo e dove furono martirizzati.</p>
<p>Lo scorso ottobre, ci siamo raccolti nell&#8217;angolo nord-est di Roma ed ho avuto la mia occasione, per offrire una preghiera di dedicazione, quando ci siamo preparati al primo colpo di piccone. Ho sentito di dover invitare il senatore italiano Lucio Malan e il vice-sindaco di Roma, Giuseppe Ciardi, ad essere tra i primi a prendere la terra, con la pala. Ognuno di loro, aveva preso parte alla decisione che ci ha permesso di costruire un tempio nella loro città.</p>
<p>La giornata era nuvolosa, ma calda, e anche se la pioggia minacciava di arrivare, non sono cadute più di un paio di gocce. Quando il magnifico coro ha cantato, in italiano, &#8220;Lo Spirito di Dio&#8221;, si sentiva come se il cielo e la terra fossero uniti in un inno glorioso di lode e di gratitudine a Dio Onnipotente. Le lacrime non potevano essere trattenute.</p>
<p>In un giorno a venire, i fedeli della Città Eterna, riceveranno le ordinanze eterne, in una santa casa di Dio&#8221;.</p>
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		<title>Cunei nascosti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guest Author]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 11:11:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Discorsi]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guarigione]]></category>
		<category><![CDATA[perdono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo discorso il  presidente Monson parla del potere guaritore  del perdono e del potere nocivo del rancore. Egli fornisce molti aneddoti su persone che persero importanti benedizioni a causa dei loro rancori. Una delle ironiche verità della vita è che i nostri pensieri sugli altri ci influenzano molto di più di quanto non influenzino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo discorso il  presidente Monson parla del potere guaritore  del perdono e del potere nocivo del rancore. Egli fornisce molti aneddoti su persone che persero importanti benedizioni a causa dei loro rancori. Una delle ironiche verità della vita è che i nostri pensieri sugli altri ci influenzano molto di più di quanto non influenzino quelli a cui noi pensiamo. Se teniamo rancori, proviamo cattivi sentimenti per gli altri, sprechiamo energia e soffriamo per la negatività che ci teniamo dentro con quei cattivi pensieri.<span id="more-13"></span></p>
<p>Quando rifiutiamo di perdonare gli altri, o rifiutiamo di perdonare noi stessi, rinneghiamo il dono ultimo &#8211; la vita del nostro Salvatore Gesù Cristo. Egli morì così che ognuno di noi potesse essere perdonato, ed essere di nuovo puro. Il Salvatore può perdonare ognuno, ma quando noi non perdoniamo, sembra che diciamo che siamo meglio di Lui, e non abbiamo bisogno di perdonare. Noi abbiamo, invece, bisogno di perdonare.</p>
<p>Ognuno di noi fa errori, e non possiamo mettere da parte il perdono fino a quando non ne abbiamo bisogno noi stessi. La Regola d&#8217;oro si applica- dovremmo avere la stessa misericordia e perdono per gli altri come ci piacerebbe che loro l&#8217;avessero per noi. Come cristiani, crediamo nel seguire Cristo ed essere come Lui. Allora dovremmo perdonare gli altri allo stesso modo in cui ci aspettiamo che Cristo perdoni noi.</p>
<p>A volte le persone credono che Cristo sia spietato e senza misericordia come molti uomini che sono vissuti sulla terra. Noi non ci perdoniamo perché crediamo che ci sia un limite alla misericordia di Cristo, o che essa non si applichi a noi perché non ne siamo degni. Ma la misericordia di Cristo non ha limiti, e il suo perdono non è per le persone degne. Cristo è più pietoso e misericordioso di ogni uomo sulla terra, ed ama ogni persona sulla terra, persino quelli che lo hanno odiato e trattato male.</p>
<p>Thomas Monson incoraggia ognuno di noi a perdonare sia gli altri che noi . Non abbiamo bisogno di legarci inalberando cattivi sentimenti verso gli altri o verso noi stessi. Quando vogliamo perdonare e accettare il perdono, siamo liberi di progredire. Possiamo migliorarci e non ripetere i nostri errori. Quando perdoniamo siamo liberi di avere buone relazioni, persino con quelli che ci hanno fatto dei torti. Quando odiamo i figli di Dio, che Egli ama, ci allontaniamo da Lui, ma quando li amiamo e li perdoniamo, stiamo facendo quello che Lui fa, ed allora gli siamo più vicini.</p>
<p><strong>Cunei nascosti</strong></p>
<p>Presidente Thomas S. Monson</p>
<p>Alla conferenza generale dell&#8217; aprile 1966, l&#8217;anziano Spencer W. Kimball tenne un discorso memorabile. Citò un racconto scritto da Samuel T. W Whitman intitolato &#8220;Cunei nascosti&#8221;. Oggi anch&#8217;io ho scelto di citare Samuel T. W Whitman, aggiungendo poi, esempi tratti dalla mia vita.</p>
<p>Whitman  scrisse:&#8221; La tormenta di ghiaccio quell&#8217;inverno di solito non causava eccessivi danni. Vero: qualche linea elettrica cadeva e aumentavano improvvisamente gli incidenti sulle autostrade&#8230;Normalmente il grosso noce avrebbe sopportato facilmente il peso della neve che gravava sui suoi rami, ma fu il cuneo di ferro nel suo cuore a causare il danno.</p>
<p>La storia del cuneo era cominciata alcuni anni prima, quando il contadino (che adesso abitava nella proprietà dove si trovava il cuneo) ormai incanutito dagli anni, era ancora un ragazzo che lavorava nella fattoria del padre. la segheria solo recentemente era stata trasferita nella valle, e i contadini continuavano a trovare qua e là vecchi arnesi e parti di attrezzature.</p>
<p>Quel particolare giorno il ragazzo aveva trovato nei pascoli a sud un pesante cuneo da spaccalegna, lungo più di trenta centimentri, con la testa allargata dai possenti colpi di mazza. (Un cuneo per abbattere gli alberi che è inserito nel taglio fatto con la sega e poi è colpito con una mazza per allargare la spaccatura). Poiché era già tardi per la cena, il ragazzo pose il cuneo&#8230; tra i rami del giovane noce che suo padre aveva piantato nelle vicinanze del cancello principale. Avrebbe portato il cuneo  nella legnaia subito dopo cena, o quando si fosse trovato a passare di lì.</p>
<p>Intendeva veramente farlo, ma non lo fece. Il cuneo era là tra i rami stretto da ogni parte, quando il ragazzo era ormai diventato un giovanotto. Era là, irrimediabilmente incastrato nel legno, quando si sposò e cominciò a mandare avanti la fattoria di suo padre. Era quasi ricoperto il giorno in cui gli operai addetti alla mietitura consumarono il pranzo all&#8217;ombra dell&#8217;albero&#8230;Infisso profondamente e ricoperto, il cuneo era ancora nell&#8217;albero quando venne la tormenta di neve invernale.</p>
<p>Nel freddo silenzio di quel gelido inverno&#8230;uno dei tre rami principali dell&#8217;albero si spaccò dal tronco e cadde a terra. Ciò sbilanciò l&#8217;albero, così anche gli altri rami si staccarono e caddero. Quando la bufera cessò, non rimase un ramoscello di quello che era una volta un maestoso albero.</p>
<p>Il mattino dopo il contadino andò sul posto, dispiaciuto per la perdita.</p>
<p>Poi i suoi occhi caddero su un oggetto che emergeva dal ceppo. &#8220;Il cuneo che trovai nei pascoli a sud&#8221; Mormorò, rimproverandosi. Immediatamente si rese conto del motivo della caduta dell&#8217;albero. La presenza del cuneo infisso nel tronco aveva impedito alle fibre di unirsi come avrebbero dovuto&#8221;.</p>
<p>Miei cari fratelli e sorelle, ci sono cunei nascosti nella vita di molte persone che conosciamo, sì, forse nella nostra stessa famiglia.</p>
<p>Lasciate che vi racconti la storia di un amico di vecchia data, che ora ha lasciato questa vita terrena. Si chiamava Leonard. Non era un membro della Chiesa, sebbene lo fossero sua moglie e i suoi figli. Sua moglie era presidentessa della Primaria, suo figlio aveva svolto una missione onorevole. Sua figlia e suo figlio si erano sposati in cerimonie solenni e si erano creati la propria famiglia.</p>
<p>Leonard piaceva a tutti coloro che lo conoscevano, e piaceva anche a me. Egli sostenne la moglie e i figli nei loro incarichi di Chiesa. Partecipò con loro a molte attività patrocinate dalla Chiesa. Egli trascorse una vita buona e pura, una vita di servizio e gentilezza. La sua famiglia, come molte altre si chiedeva come mai Leonard vivesse la sua prova terrena senza le benedizioni che il Vangelo porta ai suoi fedeli.</p>
<p>In vecchiaia la salute di Leonard peggiorò. Alla fine fu ricoverato in ospedale e la vita si stava avvicinando alla fine. In quello che risultò l&#8217;ultimo mio dialogo con Leonard, egli disse:&#8221;Tom, ti conosco da quando eri un bambino. Mi sento di spiegarti perché non mi sono mai unito alla Chiesa&#8221;.  Raccontò, allora, un&#8217;esperienza capitata ai suoi genitori molti anni prima. Loro malgrado, i membri della sua famiglia erano arrivati al punto da sentire la necessità di vendere la loro fattoria, e avevano ricevuto un&#8217;offerta. Un contadino, loro vicino, chiese invece che la fattoria fosse venduta a lui, sebbene a un prezzo inferiore, aggiungendo: &#8220;Siamo stati così buoni amici. In questo modo, se avrò la proprietà , potrò prendermi cura di essa&#8221;. Dopo lunghe riflessioni, i genitori di Leonard accettarono l&#8217;offerta del vicino e gli vendettero la fattoria. Il compratore, cioè il vicino, aveva una posizione di responsabilità nella Chiesa, il che costituiva un motivo di fiducia in più, e che contribuì a persuadere la famiglia a vendere a lui, senza rendersi conto di quanto denaro in più avrebbero ottenuto se avessero venduto al primo offerente. Non molto tempo dopo la cessione, il vicino vendette sia la sua fattoria che quella acquistata dalla famiglia di Leonard in un pacchetto che massimizzò il valore e quindi il prezzo di vendita. La domanda, da lungo tempo posta, sul motivo per cui Leonard non si fosse mai unito alla Chiesa aveva trovato risposta. Aveva sempre pensato che la sua famiglia fosse stata imbrogliata dal vicino.</p>
<p>Mi confidò che dopo la nostra conversazione sentiva finalmente che un grande fardello gli era stato alleviato mentre si preparava a incontrare il suo Creatore. La tragedia è che un cuneo nascosto aveva impedito a Leonard di librarsi a maggiori altezze.</p>
<p>Conosco una famiglia che giunse in America dalla Germania. L&#8217;inglese era difficile per loro. Non avevano che pochi mezzi, ma ognuno fu benedetto con la volontà di lavorare e con l&#8217;amore di Dio.</p>
<p>Il loro terzo figlio era nato, ma non visse che due mesi e poi morì. Il padre era un ebanista e fece una bellissima bara per il corpo del suo prezioso piccino. Il funerale fu tenuto in un giorno uggioso, riflettendo pertanto la tristezza che sentivano per la perdita del loro figlioletto. Mentre la famiglia si incamminava verso la cappella, col padre che portava la piccola bara, si era raccolto qualche amico. Tuttavia, la porta della cappella era chiusa. Il vescovo, troppo indaffarato, si era dimenticato del funerale. I tentativi di contattarlo furono vani. Non sapendo che fare, il padre prese la bara sotto il braccio e, con la famiglia accanto la portò a casa, camminando sotto una pioggia fitta.</p>
<p>Se la famiglia non fosse stata così forte, avrebbe potuto incolpare il vescovo, e serbare cattivi sentimenti. Quando il vescovo scoprì la tragedia, si recò dalla famiglia e si scusò. Con la ferita ancora evidente nella sua espressione, ma con le lacrime agli occhi, il padre accettò le scuse e i due si abbracciarono in uno spirito di comprensione. Non fu lasciato nessun cuneo nascosto a causare ulteriori sentimenti di rabbia. Prevalsero l&#8217;amore e la benevolenza.</p>
<p>Lo spirito dev&#8217;essere liberato dalle catene così forti e dai sentimenti non acquietati, in modo che le gioie della vita possano dare vivacità all&#8217;anima. In molte famiglie ci sono risentimenti e una riluttanza al perdono. Non importa in verità quali fossero le questioni. Non possono e non devono continuare a ferire. Il rimprovero tiene le ferite aperte. Solo il perdono guarisce. George Herbert, un poeta del XVII secolo scrisse:&#8221;Chi non riesce a perdonare gli altri abbatte il ponte su cui egli stesso deve passare se mai vuole raggiungere il cielo, poiché tutti abbiamo bisogno del perdono&#8221;.</p>
<p>Bellissime sono le parole del Salvatore proferite sul punto di morire sulla crudele croce. Egli disse: &#8221; Padre, perdona loro, perché non sanno quello che si fanno&#8221;.</p>
<p>Vi sono delle persone che hanno difficoltà a perdonare se stesse e che si soffermano su tutti gli errori che si accorgono di commettere. Mi piace il racconto di un dirigente religioso che andò al capezzale di una donna sul letto di morte, cercando di confortarla ma invano. Ella disse:&#8221;Sono persa. Ho rovinato la mia vita e quella di tutti coloro che mi circondano. Non c&#8217;è speranza per me&#8221;.</p>
<p>L&#8217;uomo notò sul cassettone una foto incorniciata di una bella ragazza. &#8220;Chi è quella ragazza?&#8221; domandò.</p>
<p>La donna s&#8217;illuminò:&#8221;E&#8217; mia figlia, l&#8217;unica cosa bella della mia vita&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le andrebbe in aiuto se  fosse nei guai o avesse commesso un errore? La perdonerebbe? L&#8217;amerebbe ancora?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Certo che lo farei!&#8221; esclamò la donna. &#8220;Farei qualsiasi cosa per lei. Perché mi fa questa domanda?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Perché voglio che sappia&#8221; disse l&#8217;uomo, &#8220;che parlando in senso figurato, il Padre celeste ha una fotografia di lei sul Suo cassettone. Egli l&#8217;ama e l&#8217;aiuterà. Lo invochi&#8221;.</p>
<p>Un cuneo nascosto contro la sua felicità era stato rimosso.</p>
<p>In un momento di pericolo o in un periodo di prove questa conoscenza, speranza, comprensione porterà conforto alla mente turbata e al cuore afflitto.  Tutto il messaggio del Nuovo Testamento emana un invito al risveglio dell&#8217;animo umano. Le ombre della disperazione svaniscono davanti ai raggi della speranza, il dolore cede alla gioia e il senso di smarrimento svanisce davanti alla sicura conoscenza che il nostro Padre celeste si ricorda di ognuno di noi.</p>
<p>Il Salvatore ci dette la certezza di questa verità quando insegnò che neppure un passero cade a terra senza essere notato dal nostro Padre. Poi Egli concluse questo stupendo concetto dicendo:&#8221;Non temete dunque, voi siete da più di molti passeri&#8221;.</p>
<p>Qualche tempo fa ho letto un articolo della Associated Press che apparve sul giornale. Diceva che un uomo anziano ha rivelato al funerale di suo fratello, con il quale aveva condiviso sin dalla giovinezza  una piccola baracca di una sola stanza vicino a Canisteo, New York, che a causa di una lite avevano diviso in due una stanza con una linea tracciata con il gesso e nessuno dei due l&#8217;aveva mai oltrepassata né aveva mai detto una parola all&#8217;altro da quel giorno, sessantadue anni prima!&#8221; Che potente e distruttivo cuneo nascosto.</p>
<p>Come scrisse Alexander Pope:&#8221; Errare è umano, perdonare è divino&#8221;.</p>
<p>A volte possiamo offenderci molto facilmente. In altri casi siamo troppo ostinati per accettare delle scuse sincere. Mettiamo da parte il nostro ego e il risentimento, poi facciamoci avanti e diciamo:&#8221;Mi dispiace veramente!&#8221; Torniamo amici come eravamo una volta. Non trasmettiamo alle generazioni future il rancore e la nostra rabbia&#8221;. Rimuoviamoci tutti i cunei nascosti che non fanno altro che distruggere.</p>
<p>Da dove vengono i cunei nascosti? Alcuni vengono da dispute non risolte, che portano a cattivi sentimenti, seguiti da rimorso e rimpianto. Altri trovano le loro origini nelle delusioni, gelosie, litigi e offese presunte. Dobbiamo risolverli, dobbiamo metterli  a riposo e non lasciare che crescano, si aggravino e alla fine distruggano.</p>
<p>Un giorno mi venne a trovare una cara signora di più di novant&#8217;anni e inaspettatamente mi raccontò diverse cose di cui si rammaricava. Menzionò che molti anni prima un vicino agricoltore, col quale lei e suo marito erano stati occasionalmente in disaccordo, chiese se potesse attraversare la sua proprietà per raggiungere il suo proprio terreno. Ella si fermò un momento, poi, con la voce tremante disse:&#8221; Tommy, non lo lasciai attraversare la nostra proprietà ma gli chiesi di prendere la lunga strada attorno, anche a piedi, per raggiungere la sua proprietà. Sbagliai e me ne rammarico. Adesso egli non c&#8217;è più, ma oh, vorrei potergli dire che mi dispiace tanto. Come vorrei avere una seconda possibilità!&#8221;.</p>
<p>Mentre l&#8217;ascoltavo mi vennero in mente le parole scritte da John Greenleaf  Whittier:&#8221;Di tutte le parole tristi che la lingua o la penna può dire, le più tristi sono queste:&#8221;Avrebbe potuto essere!&#8221;.</p>
<p>Dal Libro di Mormon, in 3 Nefi, viene questo ispirato consiglio:&#8221; E non vi saranno dispute fra voi..Poiché in verità, in verità io vi dico che colui che ha lo spirito di contesa non è mio, ma è del diavolo, che è il padre delle contese, e incita i cuori degli uomini a contendere con ira l&#8217;uno con l&#8217;altro. Ecco, questa non è la mia dottrina, di incitare i cuori degli uomini all&#8217;ira, l&#8217;uno con l&#8217;altro; ma la mia dottrina è questa, che tali cose siano eliminate&#8221;.</p>
<p>Lasciatemi concludere con un racconto su due uomini che sono degli eroi per me. I loro gesti di coraggio non furono fatti per una nazione, ma piuttosto in una pacifica valle dello Utah conosciuta come Midway.</p>
<p>Molti anni fa Roy Kohler e Grant Redmund lavoravano insieme in seno alla Chiesa. Erano molto amici. Erano agricoltori e lattai. Poi sorse un&#8217;incomprensione che creò in qualche modo una spaccatura tra di loro.</p>
<p>In seguito quando Roy Kohler si ammalò gravemente di cancro e gli rimaneva poco tempo da vivere, io e mia moglie Frances andammo a trovarlo e gli diedi una benedizione. Quando dopo ci mettemmo a parlare, fratello Kohler disse:&#8221; Lascia che ti narri una delle esperienze più care che abbia mai fatto nella mia vita&#8221;. Mi raccontò dell&#8217;incomprensione tra lui e Grant Redmund e il conseguente allontanamento. Il suo commento fu &#8220;Eravamo in rotta l&#8217;uno con l&#8217;altro&#8221;.</p>
<p>&#8220;Poi &#8211; continuò Roy &#8211; avevo appena messo via il nostro fieno per l&#8217;inverno, quando una notte, come risultato di una combustione spontanea, il fieno prese fuoco, bruciando il fienile e tutto ciò che c&#8217;era dentro fino al suolo. Ero devastato &#8211; disse Roy- Non sapevo cosa avrei fatto. La notte era scura, eccetto per la brace che si spegneva. Vidi allora venire verso di me dalla strada, dalla direzione della tenuta di Grant Redmund, le luci dei trattori e dei mezzi pesanti. Quando la squadra di soccorso girò sulla nostra strada e mi incontrò mentre ero in lacrime, Grant mi disse:&#8221;Roy hai un bel po&#8217; di lavoro da sistemare qui. Io e i miei uomini siamo qui. Diamoci da fare&#8221;. Insieme si misero a lavorare. Sparì per sempre il cuneo nascosto che li aveva separati per un breve periodo. Lavorarono per tutta la notte e il giorno dopo, insieme a molte altre persone della comunità che si unirono a loro.</p>
<p>Roy Kohler è morto e Grant Redmund sta invecchiando. I loro figli hanno lavorato insieme nello stesso vescovato. Faccio veramente tesoro dell&#8217;amicizia di queste due meravigliose famiglie.</p>
<p>Possiamo noi essere sempre degli esempi nella nostra casa e fedeli nell&#8217;osservare tutti i comandamenti, non serbando mai cunei nascosti, ma ricordandoci piuttosto l&#8217;ammonimento del Salvatore:&#8221; Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri&#8221;.</p>
<p>Questo è il mio invito e la mia preghiera. Nel nome di Gesù Cristo, amen.</p>
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		<title>Principi saldi per tempi mutevoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guest Author]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 11:08:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Discorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Apostolo Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[buon esempio]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi, come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, dobbiamo opporci con coraggio ai pericoli che assediano noi e la nostra famiglia. Miei cari fratelli e sorelle, sia che vi troviate qui oppure altrove, chiedo che mi favoriate delle vostre preghiere e fede mentre rispondo all’incarico e onore di parlarvi. Tanto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><p class="intro">Noi, come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, dobbiamo opporci con coraggio ai pericoli che assediano noi e la nostra famiglia.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.lds.org/images/conference/a2005pulpit_1_6_monso.jpg" alt="Presidente Thomas S. Monson" />Miei cari fratelli e sorelle, sia che vi troviate qui oppure altrove, chiedo che mi favoriate delle vostre preghiere e fede mentre rispondo all’incarico e onore di parlarvi.</p>
<p>Tanto per iniziare, encomio tutti voi: in questo mondo difficile, i giovani della Chiesa sono forti come mai prima; la fede, il servizio e le azioni dei nostri fedeli sono degni di lode; siamo un popolo fervente e pieno di fede, che cerca sempre di essere onesto e morigerato; ci curiamo gli uni degli altri; ci sforziamo di mostrare amore al nostro prossimo.<span id="more-7"></span></p>
<p>Tuttavia, per tema di cadere nella compiacenza, vorrei citare un paio di versetti del Libro di Mormon, tratti da 2 Nefi:</p>
<p>«In quel giorno [il diavolo]… [li] cull[erà] in una sicurezza carnale, cosicché diranno: Tutto è bene in Sion; sì, Sion prospera, tutto va bene—e così il diavolo inganna la loro anima».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">1</a></sup></p>
<p>Qualcuno ha affermato che l’albero della nostra compiacenza ha molti rami e che ogni primavera fioriscono sempre più gemme.</p>
<p>Non possiamo permetterci di essere concilianti. Viviamo in tempi difficili: i segni sono tutt’attorno a noi. Siamo profondamente consci delle influenze negative nella società che perseguitano la famiglia tradizionale. A volte il cinema e la televisione dipingono eroi ed eroine mondani e immorali, e cercano di assurgere a ruolo di modelli attori e attrici la cui vita è tutto fuorché esemplare. Perché dovremmo seguire una guida cieca? Le radio diffondono a tutto volume musica denigratrice che contiene testi sfacciati, inviti pericolosi e la descrizione di quasi ogni tipo di male immaginabile.</p>
<p>Noi, come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, dobbiamo opporci con coraggio ai pericoli che assediano noi e la nostra famiglia. A sostegno di questa determinazione, vi offro diversi suggerimenti, come pure esempi tratti dalla mia vita.</p>
<p>Partirò dalla serata familiare. Non possiamo permetterci di trascurare questo programma ispirato dal cielo, che favorisce la crescita spirituale di tutti i familiari, aiutandoli a resistere alle tentazioni che sono ovunque. Le lezioni apprese in famiglia sono quelle più durevoli. Il presidente Gordon B. Hinckley e i suoi predecessori hanno dichiarato: «La famiglia è la base del retto vivere, e nessun altro strumento può prendere il suo posto o assolvere le sue importanti funzioni».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">2</a></sup></p>
<p>Il dottor Glenn J. Doman, eminente scrittore e noto scienziato, scrisse: «Il neonato è quasi la copia esatta di un computer vuoto, anche se è superiore al computer sotto quasi ogni aspetto… Quello che viene immesso nel cervello del bambino durante i primi otto anni di vita, probabilmente vi rimane… Se immettete informazioni sbagliate nel suo [cervello] durante [questo periodo], sarà estremamente difficile cancellarle». Il dottor Doman aggiunse poi che «l’età durante la quale l’essere umano è più ricettivo va dai due ai tre anni».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">3</a></sup></p>
<p>Mi piace quest’idea: «La mente è un armadio di cui tu riempi i ripiani». Assicuriamoci che i nostri ripiani e quelli dei nostri cari siano provvisti di ciò che assicurerà la salvezza dell’anima e ci consentirà di tornare al Padre celeste. I ripiani dovrebbero contenere la conoscenza evangelica, la fede, la preghiera, l’amore, il servizio, l’obbedienza, l’esempio e la gentilezza.</p>
<p>Intendo poi parlare dei debiti. Questi sono tempi di prestiti, quando ogni settimana offerte multiple di carte di credito arrivano nella buca delle lettere. In genere, propongono interessi molto bassi per un breve periodo, ma, cosa di cui solitamente non ci si rende conto, giunto il termine dell’offerta, il tasso sale drammaticamente. Vi cito una dichiarazione del presidente J. Reuben Clark Jr., che molti anni fa fu un membro della Prima Presidenza. Questo principio è eterno. Egli disse:</p>
<p>«È norma della nostra vita economica mondiale che si paghino interessi sul denaro preso a prestito…</p>
<p>Gli interessi non dormono mai, né si ammalano, né muoiono; non vanno mai all’ospedale; lavorano la domenica e i giorni di festa; non prendono mai ferie; non vanno mai in visita; non viaggiano; non si divertono mai; non rimangono mai senza lavoro; non vengono mai licenziati; non si prendono ore di permesso… Una volta che vi indebitate, gli interessi rimarranno al vostro fianco ogni minuto del giorno e della notte; non sarete mai in grado di evitarli, di allontanarvi da loro; non potrete mai licenziarli, poiché essi non cedono alle lusinghe, alle minacce o alle richieste; ogni volta che vi lasciate sopraffare o mancate di tener fede agli impegni, vi distruggeranno».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">4</a></sup></p>
<p>Fratelli e sorelle, rimango sbigottito davanti ad alcuni annunci pubblicitari che propongono prestiti ipotecari sulla casa, in altre parole, un secondo mutuo. Tali promozioni sono designate a tentarci di prendere a prestito più denaro per avere di più. Ciò che non è mai menzionato è che, se una persona non è in grado di ripagare questo «secondo» mutuo sulla casa, rischia di perderla.</p>
<p>Evitate la filosofia e la scusa che i lussi di ieri sono diventati le esigenze di oggi. Non sono necessità a meno che li rendiamo tali. Oggi molte delle nostre giovani coppie vogliono iniziare avendo più automobili e il tipo di casa per la quale i genitori hanno sudato una vita. Di conseguenza, s’indebitano a lungo termine sulla base di due salari. Forse troppo tardi si accorgono che possono avvenire dei cambiamenti: figli che sopraggiungono, familiari colpiti all’improvviso da malattie, impieghi persi, calamità naturali e altre situazioni che fanno sì che non sia possibile ripagare il debito contratto sulla base di due stipendi.</p>
<p>È fondamentale che viviamo nell’ambito dei nostri mezzi.</p>
<p>Mi sono sentito poi ispirato a parlare alle madri, ai padri e ai figli.</p>
<p>Vorrei raccomandare a ogni madre e padre di essere un buon ascoltatore. Oggi nel mondo in rapido movimento la comunicazione è vitale. Dedicate del tempo ad ascoltare. Voi, figli, parlate con vostra madre e con vostro padre. Può non essere facile rendersene conto, ma i vostri genitori hanno affrontato molte delle difficoltà cui voi oggi vi trovate di fronte. Spesso vedono più chiaramente di voi il quadro generale della situazione. Pregano tutti i giorni per voi e hanno diritto all’ispirazione divina nell’impartirvi consigli.</p>
<p>Madri, coinvolgete i figli nelle faccende domestiche. Spesso è più facile fare tutto da voi che convincere i figli ad aiutare, però è importantissimo che apprendano l’importanza di dare il loro contributo.</p>
<p>Padri, vi consiglio di essere affettuosi e gentili verso vostra moglie. Siate pazienti con i figli. Non assecondateli eccessivamente, giacché devono imparare a camminare con le proprie gambe.</p>
<p>V’incoraggio a dedicare tempo ai figli. Per quanto ne sappia, nessun uomo all’approssimarsi della morte ha mai dichiarato che avrebbe voluto trascorrere più tempo in ufficio.</p>
<p>Mi piace quest’esempio, preso da un articolo intitolato «A Day at the Beach» [Un giorno sulla spiaggia], di Arthur Gordon. Egli disse:</p>
<p>«Quando avevo circa tredici anni e mio fratello dieci, nostro padre ci aveva promesso di portarci al circo. Ma all’ora di pranzo arrivò una telefonata; una questione importante richiedeva la sua presenza in città. Ci aspettavamo una cocente delusione. Sentimmo poi che diceva al telefono: ‹No, non ci sarò. Dovranno aspettare›.</p>
<p>Quando tornò al tavolo, la mamma sorrise [e disse]: ‹Il circo tornerà presto, lo sai›.</p>
<p>‹Lo so›, disse mio padre. ‹Ma l’infanzia no›».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">5</a></sup></p>
<p>Fratelli e sorelle, il tempo con i figli vola. Non rinunciate a stare con loro ora. Qualcuno ha espresso diversamente lo stesso concetto: vivete solo in attesa del domani, e oggi avrete per le mani molti ieri vuoti.<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">6</a></sup></p>
<p>Genitori, aiutate i figli a stabilire delle mete riguardo alla scuola e alla carriera. Aiutate i figli maschi ad imparare a rispettare le donne e i bambini.</p>
<p>Il presidente Hinckley ha detto: «Il modo in cui addestriamo la nuova generazione sarà rispecchiato nelle condizioni del mondo tra alcuni anni. Se vi preoccupate del futuro, occupatevi dell’allevamento dei vostri figli».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">7</a></sup></p>
<p>L’esortazione dell’apostolo Paolo al diletto Timoteo fa al caso nostro: «Sii d’esempio ai credenti, nel parlare, nella condotta, nell’amore, nella fede, nella castità».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">8</a></sup></p>
<p>Genitori, conducetevi in modo tale che i figli vi considerino esempi degni di emulazione.</p>
<p>Un’esortazione a tutte le famiglie: ricercate il vostro retaggio. È importante conoscere, per quanto possibile, coloro che ci hanno preceduto. Quando scopriamo qualcosa riguardo ai nostri antenati, approfondiamo la conoscenza di noi stessi.</p>
<p>Mi ricordo quando da bambino ascoltai le esperienze fatte dai miei antenati Miller. Nella primavera del 1848, i nonni dei miei nonni, Charles Stewart Miller e Mary McGowan Miller, si unirono alla Chiesa nella loro natia Scozia, lasciarono la casa di Rutherglen e attraversarono l’Atlantico. Sbarcarono a New Orleans e, con un gruppo di santi, risalirono il Mississippi fino a St. Louis, Missouri, dove arrivarono nel 1849. Una dei loro undici figli, Margaret, sarebbe divenuta una mia bisnonna.</p>
<p>Mentre si trovavano a St. Louis con l’idea di guadagnare sufficiente denaro per proseguire sino alla Valle del Lago Salato, scoppiò nella zona un’epidemia di colera. La famiglia Miller fu duramente colpita: nel giro di due settimane morirono madre, padre e due figli. A quell’epoca mia bisnonna, Margaret Miller, aveva tredici anni.</p>
<p>A causa dei tanti decessi, non si trovava alcuna bara, a nessun prezzo. I ragazzi più grandi sopravvissuti smontarono il recinto dei buoi per costruire delle semplici bare per i familiari morti.</p>
<p>I nove orfani rimasti della famiglia Miller e il marito di una delle figlie maggiori partirono da St. Louis nella primavera del 1850 con quattro buoi e un carro, per arrivare, infine, quello stesso anno nella Valle del Lago Salato.</p>
<p>Ho un debito immenso di gratitudine verso questi e altri antenati che amarono il Vangelo e il Signore tanto profondamente da essere disposti a sacrificare tutto ciò che possedevano, anche la vita stessa, per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Quanto sono grato per le ordinanze del tempio, che ci uniscono insieme per tutta l’eternità.</p>
<p>Sottolineo quanto sia fondamentale il lavoro che svolgiamo nei templi del Signore per i nostri parenti deceduti.</p>
<p>Oggi sono trascorsi esattamente due mesi da quando i membri della mia famiglia si sono ritrovati insieme nel Tempio di Salt Lake per celebrare dei suggellamenti a favore di alcuni antenati. Questa è stata una delle esperienze più spirituali che abbiamo fatto insieme, ha aumentato l’amore che nutriamo l’un per l’altro e l’impegno nel vivere in maniera degna del nostro retaggio.</p>
<p>Anni fa, quando il nostro figlio minore, Clark, frequentava un corso di religione alla Brigham Young University, il docente durante una lezione gli chiese: «Clark, qual è l’esempio ricevuto da tuo padre che ricordi meglio?»</p>
<p>L’insegnante in seguito mi scrisse per riferirmi la risposta che Clark aveva dato alla classe: «Quand’ero diacono nel Sacerdozio di Aaronne io e mio padre andammo a caccia di fagiani nelle vicinanze di Malad, nell’Idaho. Era un lunedì, l’ultimo giorno della stagione di caccia al fagiano. Attraversammo innumerevoli campi alla ricerca di fagiani, ma ne vedemmo soltanto alcuni, che mancammo. Papà allora, guardando l’orologio, mi disse: ‹Clark, scarichiamo i fucili e mettiamoli in questa fossa. Poi inginocchiamoci a pregare›. Pensai che papà volesse pregare per trovare altri fagiani, ma mi sbagliavo. Mi spiegò che l’anziano Richard L. Evans, del Quorum dei Dodici, era gravemente ammalato e che alle dodici in punto di quel particolare lunedì i membri del Quorum dei Dodici, ovunque si fossero trovati in quel momento, dovevano inginocchiarsi e, per così dire, unirsi insieme in una fervente preghiera di fede per l’anziano Evans. Ci togliemmo il cappello, ci inginocchiammo e pregammo».</p>
<p>Ricordo bene quell’occasione, ma non avevo mai pensato che mio figlio mi stesse osservando, stesse imparando, stesse edificando la propria testimonianza.</p>
<p>Diversi anni fa avevamo un ragazzino che ci consegnava il giornale, ma che non lo faceva sempre nella maniera dovuta. Invece di consegnarci il quotidiano nel portico, talvolta, per sbaglio, finiva tra i cespugli o anche vicino alla strada. Alcune persone servite da lui decisero di scrivere una lettera di lamentela e, un giorno, una delegazione si presentò a casa chiedendo a mia moglie Frances di firmarla. Lei si rifiutò, asserendo: «Perché, è solo un ragazzino e i giornali sono troppo pesanti per lui. Non voglio unirmi in questa protesta, perché lui cerca di fare del proprio meglio». La lettera, tuttavia, fu firmata da molte persone e fu inviata ai supervisori del ragazzino.</p>
<p>Non molti giorni dopo, rincasai dal lavoro e trovai Frances in lacrime. Quando riuscì alla fine a parlare, mi raccontò che aveva appena appreso che il corpo del ragazzino dei giornali era stato trovato nel suo garage, dove si era tolto la vita. Apparentemente le critiche riversate su di lui erano state troppe da sopportare. Quanto sono grato che noi non avevamo firmato la lettera di lamentela. Questa è sempre stata una lezione che mi sono ricordato sull’importanza di non essere critico, ma di trattare tutti con gentilezza.</p>
<p>Il Salvatore dovrebbe essere il nostro modello. Di Lui è scritto: «E Gesù cresceva in sapienza e in statura, e in grazia dinanzi a Dio e agli uomini».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">9</a></sup> Egli «è andato attorno facendo del bene… perché Iddio era con lui».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">10</a></sup></p>
<p>Ricordiamoci che spesso la saggezza di Dio appare come stoltezza agli uomini, ma la più grande lezione che possiamo imparare in questa vita è che, quando Dio parla e l’uomo obbedisce, quell’uomo fa sempre la cosa giusta.</p>
<p>Possiamo noi seguire sempre il Principe della Pace, che letteralmente ci ha mostrato la via da percorrere, affinché così possiamo sopravvivere in questi tempi turbolenti. Il Suo piano divino può preservarci contro i pericoli che ci circondano da ogni lato. Il Suo esempio indica la via. Quando si trovò davanti alla tentazione, Egli la evitò; quando Gli fu offerto il mondo, Egli rifiutò; quando Gli fu chiesto di dare la vita, Egli la donò.</p>
<p>Ora è il momento. Questo è il luogo. Prego affinché possiamo seguirLo. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.</p>
<h2><a id="notes" name="notes"></a>Note</h2>
<p class="notes">1. 2 Nefi 28:20–21.</p>
<p class="notes">2. Lettera della Prima Presidenza dell’11 febbraio 1999; citato in <em>Liahona</em>, dicembre 1999, 1.</p>
<p class="notes">3. <em>How to Teach Your Baby to Read</em> (1963, 1964), 43–45.</p>
<p class="notes">4. Conference Report, aprile 1938, 102–103.</p>
<p class="notes">5. Vedere <em>A Touch of Wonder</em> (1974), 77–78.</p>
<p class="notes">6. Vedere Meredith Willson e Franklin Lacey, <em>The Music Man</em> (1957).</p>
<p class="notes">7. «Ecco i vostri piccoli»,<em> Liahona, </em>marzo 2001, 2.</p>
<p class="notes">8. 1 Timoteo 4:12.</p>
<p class="notes">9. Luca 2:52.</p>
<p class="notes">10. Atti 10:38.</p>
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		<title>Un fermo sostegno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guest Author]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 22:32:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credi mormoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> In questo discorso Thomas Monson ci insegna a costruire forti fondamenta che ci aiuteranno nella nostra vita attraverso triboli e difficoltà. Mentre viviamo sulla terra, Dio ci deve mettere alla prova per vedere se gli resteremo fedeli; Satana tenterà di farci deviare dal sentiero di Dio; altri possono fare scelte che ci porteranno dolore; cose [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> In questo discorso Thomas Monson ci insegna a costruire forti fondamenta che ci aiuteranno nella nostra vita attraverso triboli e difficoltà. Mentre viviamo sulla terra, Dio ci deve mettere alla prova per vedere se gli resteremo fedeli; Satana tenterà di farci deviare dal sentiero di Dio; altri possono fare scelte che ci porteranno dolore; cose cattive possono accadere a persone buone. In tutte queste difficoltà, può essere difficile restare fedeli a Dio. <span id="more-12"></span>La nostra fede può essere messa alla prova e la nostra obbedienza può diventare più difficile, ma noi possiamo sopravvivere alle tempeste della vita se ci atteniamo ai consigli del Presidente Monson.</p>
<p> Il Presidente Monson consiglia tre cose che una persona o una famiglia può fare e che ci possono rafforzare nei momenti duri. Se ci ricordiamo di pregare, di leggere le scritture e di servire gli altri, possiamo costruire muscoli spirituali che ci rendono abbastanza forti da restare obbedienti a Dio e conservare la nostra fede nel Salvatore. </p>
<p>Mentre preghiamo, costruiamo una relazione col nostro amorevole Padre celeste. Impariamo a comunicare con Lui e a capire le sue risposte alle nostre preghiere. Impariamo ad essere obbedienti al consiglio di Dio in merito ai nostri problemi individuali. Ognuna di queste lezioni ci aiuta a confidare in Dio nei momenti difficili, e lasciamo che ci guidi tramite essi. Creandoci l&#8217;abitudine di volgerci al Signore, persino quando le cose vanno bene, aiuta ognuno di noi ad avere fiducia e fede nella preghiera quando ne abbiamo più bisogno.</p>
<p>Nelle scritture troviamo stupefacenti esempi di fede e obbedienza a Dio.Possiamo ricevere risposte alle nostre domande specifiche invitando Dio a parlare a noi tramite la lettura delle scritture. Le scritture ci danno un modello di come possiamo vivere la nostra vita mostrando le azioni fedeli di altri. Possiamo paragonare le nostre difficoltà a quelle dei popoli della Bibbia e del Libro di Mormon e possiamo vedere come le hanno vissute: con fede oppure no. Tramite gli esempi delle scritture possiamo sapere come far fronte alle nostre prove.</p>
<p>Ogni tipo di servizio altruistico che facciamo è un servizio a Dio. Mentre lavoriamo per aiutare gli altri, possiamo dimenticare i nostri problemi. Quando mostriamo agli altri amore e pietà, possiamo capire meglio l&#8217;amore del Signore e la sua misericordia verso di noi. Nella mia vita ho dimenticato me stesso, al servizio degli altri solo per scoprire che quando tornavo ad occuparmi dei miei problemi, li trovavo grandemente diminuiti o persino risolti da cose che erano accadute mentre stavo servendo. Quando ci perdiamo nel servizio di Dio possiamo ottenere una prospettiva migliore della nostra vita.</p>
<p align="center"><strong>Un fermo sostegno </strong></p>
<p><em>discorso pubblicato originariamente sulla Liahona, Nov.2006 pp. 62, 67-68</em></p>
<p>Miei cari fratelli e sorelle sia che siate in questo edificio oppure altrove nel mondo, chiedo che rivolgiate la vostra fede e le vostre preghiere in mio favore, mentre adempio l&#8217;incarico e l&#8217;onore di parlarvi. Nel 1959, non molto tempo prima che iniziassi il mio servizio quale presidente della Missione Canadese con sede a Toronto, nell&#8217;Ontario, in Canada, incontrai N. Eldon Tanner, un canadese distinto che solo pochi mesi dopo sarebbe stato chiamato come Assistente al Quorum dei Dodici Apostoli e poi come consigliere di quattro presidenti della Chiesa. Al tempo in cui lo incontrai, egli era presidente della grossa società Trans- Canada Pipelines e presidente del Palo Canadese di Calgary. In Canada era conosciuto come &#8220;il signor Onestà&#8221;. Durante la prima riunione parlammo, tra i vari argomenti, dei freddi inverni canadesi quando infuriano le tempeste la temperatura scende ben al di sotto dello zero per settimane, e i venti gelidi l&#8217;abbassano ulteriormente. Chiesi al presidente Tanner perché le strade e le autostrade del Canada Occidentale rimanevano praticamente intatte durante i rigidi inverni, senza quasi nessun segno di spaccatura, mentre in altre zone, dove gli inverni sono meno rigidi, vi erano molti buchi.</p>
<p>Egli disse:&#8221;Dipende dalla profondità con cui sono stati messi i materiali per la pavimentazione. Perché rimangano forti e intatti è necessario scendere profondamente per fare lo strato delle fondamenta. Quando le fondamenta non sono abbastanza profonde la superficie non riesce a sopportare gli eccessi del maltempo&#8221;. Nel corso degli anni ho pensato spesso a questa conversazione e alla spiegazione del presidente Tanner, poiché trovo nelle sue parole una profonda applicazione alla nostra vita. Detto semplicemente, se non abbiamo profonde fondamenta di fede e una solida testimonianza della verità, possiamo avere difficoltà a sopportare le dure tempeste e i venti gelidi dell&#8217;avversità che giungono inevitabilmente per ciascuno di noi. La mortalità è un periodo di prova, un momento per dimostrarci degni di ritornare alla presenza del nostro Padre Celeste. Per poter essere messi alla prova dobbiamo affrontare sfide e difficoltà. Queste possono distruggerci e la superficie della nostra anima può sgretolarsi, se le nostre fondamenta di fede e le nostre testimonianze della verità non sono profondamente impresse in noi. Possiamo fare affidamento sulla fede e le testimonianze degli altri solo per breve tempo. Alla fine dovremo noi stessi avere delle fondamenta forti e profonde, altrimenti saremo incapaci di resistere alle bufere della vita, che <em>arriveranno</em>. Tali tempeste possono pesentarsi sotto varie forme. Possiamo dover affrontare il dolore e la sofferenza di avere un figlio traviato che sceglie di allontanarsi dal sentiero che porta alle verità eterne, e di viaggiare invece sulle vie pericolose dell&#8217;errore e della disillusione. Le malattie possono colpire noi o una persona cara, portando sofferenza e talvolta la morte.Gli incidenti possono lasciare crudeli cicatrici o togliere la vita. La morte viene per gli anziani che camminano sui piedi tremanti. Il suo richiamo è udito da coloro che hanno appena raggiunto il mezzo del cammino della vita, e spesso soffoca il riso nei bambini.</p>
<p>A volte sembra non esservi luce alla fine del tunnel, né alba che rompa l&#8217;oscurità della notte. Ci sentiamo circondati dal dolore del cuore spezzato, dalla delusione dei sogni infranti, dalla disperazione delle speranze svanite.</p>
<p>Ci uniamo all&#8217;espressione biblica:&#8221;Non v&#8217;è egli balsamo in Galaad?&#8221; (Geremia 8:22). Siamo inclini a vedere le nostre disavventure attraverso il prisma distorto del pessimismo.</p>
<p>Ci sentiamo abbandonati, addolorati e soli. Come possiamo porre fondamenta abbastanza forti da resistere alle vicissitudini della vita? Come possiamo conservare la fede e la testimonianza che saranno richieste per poter provare la gioia promessa ai fedeli? E&#8217; necessario uno sforzo costante.</p>
<p>Molti di noi hanno provato un&#8217;ispirazione tanto forte da provocare le lacrime agli occhi e al determinazione di rimanere sempre fedeli. Ho sentito affermare:&#8221; Se potessi tenere sempre con me quei sentimenti, non avrei problemi a fare ciò che dovrei!&#8221;. Questi sentimenti, tuttavia, possono non durare. L&#8217;ispirazione che proviamo durante queste sessioni della conferenza possono diminuire e svanire mentre arriva il lunedì e affrontiamo la routine del lavoro, della scuola, della cura delle nostre case e famiglie. Alcuni possono facilmente rimuovere dalla mente il sacro sostituendolo con il mondano, ciò che edifica con ciò che, se lo permettiamo, distrugge a poco a poco le nostre forti fondamenta spirituali. Certo non viviamo in un mondo in cui abbiamo solo esperienze spirituali, ma possiamo rafforzare le nostre fondamenta di fede, le nostre testimonianze della verità in modo da non vacillare e non cadere. Forse vi chiederete: come possiamo ottenere e conservare nel modo più efficace le fondamenta che necessitiamo per sopravvivere spiritualmente nel mondo in cui viviamo?</p>
<p>Vi propongo tre principi che ci aiutano nella nostra ricerca. Primo: fortificate le vostre fondamenta tramite la preghiera.&#8221;Desìo dell&#8217;alma è il pregar in gioia o nel dolor&#8221;(&#8220;Desìo dell&#8217; alma&#8221;, <em>Inni</em>, 89).</p>
<p>Quando preghiamo,comunichiamo realmente con il nostro Padre celeste. E&#8217; facile lasciare che le nostre preghiere diventino ripetitive, esprimendo parole che sono il frutto di ben pochi pensieri. Se ci ricordiamo che ognuno di noi è letteralmente un figlio o una figlia di spirito di Dio ,non ci è difficile rivolgerci a Lui in preghiera. Egli ci conosce; Egli ci ama e vuole il meglio per noi.Preghiamo con sincerità e intento, offrendo la nostra gratitudine e chiedendo quelle cose di cui sentiamo di aver bisogno.</p>
<p>Ascoltiamo le Sue risposte, affinché possiamo riconoscerle quando arrivano. Nel farlo, saremo rafforzati e benedetti. Impareremo a conoscere Lui e i Suoi desideri per la nostra vita. ConoscendoLo avremo fiducia in Lui, le nostre fondamenta di fede saranno rafforzate. Se alcuni di noi hanno avuto qualche difficoltà a pregare regolarmente,non vi è tempo migliore per iniziare. William Cowper dichiarò:&#8221;Satana trema quando vede i santi più deboli in ginocchio&#8221; (William Neil, comp., <em>Concise Dictionary of Religious Quotations</em>, 1974, 44).</p>
<p>Non trascuriamo le nostre preghiere familiari. Sono un efficace deterrente contro il peccato, pertanto portano gioia e felicità. Il veccho detto è sempre valido:&#8221;La famiglia che prega insieme rimane insieme&#8221;. Dando un esempio di preghiera ai nostri figli li aiuteremo sempre ad iniziare a porre  le loro profonde fondamenta di fede e testimonianza di cui avranno bisogno per tutta la vita.</p>
<p>Secondo principio: Studiamo le scritture e &#8220;meditiamole giorno e notte&#8221;, come consigliò il Signore nel libro di Giosuè. (1:8).</p>
<p>Nel 2005, centinaia di migliaia di Santi degli Ultimi Giorni accettarono l&#8217;invito del presidente Gordon B. Hinckley di leggere il Libro di Mormon entro la fine dell&#8217;anno. Credo che dicembre 2005 rappresenti il record di ore dedicate a raggiungere quell&#8217;obiettivo. Siamo stati benedetti nel portare a termine il compito: le nostre testimonianze sono state rafforzate e la nostra conoscenza è cresciuta. Incoraggio tutti noi a continuare a leggere e studiare le Scritture, affinché possiamo comprendere e mettere in pratica le lezioni che troviamo in esse. Parafraso il poeta James Phinney Baxter:</p>
<p><em>Chi impara ma non apprende mai</em></p>
<p><em>è come colui che ara senza mai</em></p>
<p><em>seminare.</em></p>
<p><em>(&#8220;The Baxter Collection&#8221;,</em> Baxter Memorial Library, Gorham, Maine<em>).</em></p>
<p>Trascorrere ogni giorno del tempo a studiare le Scritture, senza dubbio rafforza le nostre fondamenta di fede e la nostra testimonianza della verità. Rievocate con me la gioia che provò Alma mentre viaggiava dalla terra di Gedeone verso sud al paese di Manti e incontrò i figli di Mosia.  Alma non li vedeva da un po&#8217; di tempo, e provò grande gioia nel vedere che &#8220;erano ancora suoi fratelli nel Signore; sì, e si erano rafforzati nella conoscenza della verità, poiché erano uomini di sano intendimento e avevano scrutato diligentemente le Scritture per poter conoscere la parola di Dio&#8221;(vedere Alma 17:1-2). Possiamo noi pure conoscere le parole di Dio e vivere di conseguenza.</p>
<p>Il terzo principio per porre forti fondamenta di fede e testimonianza riguarda il servizio. Mentre una mattina mi recavo in ufficio, passai vicino a una lavanderia a secco che aveva un cartello sulla vetrina. Diceva:&#8221;E&#8217; il servizio che conta&#8221;. Il messaggio di quel cartello non lasciava la mia mente. Improvvisamente capii perché. In effetti è il servizio che conta: essere al servizio del Signore.</p>
<p>Nel Libro di Mormon leggiamo del nobile Re Beniamino. Con la vera umiltà del dirigente ispirato, egli parlò del suo desiderio di servire il popolo e guidarlo nei sentieri della rettitudine. Egli disse loro:&#8221;Perché vi ho detto che ho trascorso  i miei giorni al vostro servizio,io non desidero vantarmi, poiché sono stato soltanto al servizio di Dio. Ed ecco, io vi dico queste cose affinché voi possiate imparare che quando siete al servizio dei vostri simili, voi non siete  che al servizio del vostro Dio&#8221;(Mosia 2:16-17).</p>
<p>Questo è il servizio che conta. Il servizio a cui tutti siamo stati chiamati: essere al servizio del Signore Gesù Cristo.</p>
<p>Lungo il sentiero della vostra vita noterete che non siete gli unici viaggiatori. Vi sono altri che hanno bisogno del vostro aiuto. Vi sono gambe da rafforzare, mani da stringere, menti da incoraggiare, cuori da ispirare e anime da salvare. Tredici anni fa ebbi l&#8217;onore di impartire una benedizione a una bella giovane di dodici anni, Jami Palmer. Le era appena stato diagnosticato il cancro ed era spaventata e confusa. In seguito fu operata e sottoposta ad una dolorosa chemioterapia. Oggi non ha più il cancro ed è una bella e brillante giovane di ventisei anni che ha compiuto molte cose nella vita. Un po&#8217; di tempo fa, seppi che nel momento più buio, quando il futuro sembrava pessimo, venne a sapere che la gamba affetta dal tumore doveva essere operata. Pensava che l&#8217;escursione da tanto programmata con la sua classe delle Giovani Donne lungo il sentiero accidentato che conduce alla grotta di Timpanogos, nelle montagne Wasatch, 64 chilometri a sud di Saltlake City, fosse fuori questione. Jami disse alle amiche che avrebbero dovuto fare l&#8217;escursione senza di lei. Sono certo che vi fosse emozione nella sua voce e delusione nel suo cuore. Ma le altre Giovani Donne risposero con enfasi:</p>
<p>&#8220;No, Jami, tu verrai con noi!&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma non posso camminare&#8221;. Fu l&#8217;addolorata risposta.</p>
<p>&#8220;Allora, Jami, ti porteremo noi sulla vetta!&#8221; E così fecero.</p>
<p>Oggi l&#8217;escursione è un ricordo,ma in realtà è molto di più. James Barrie, un poeta scozzese, disse: &#8220;Dio ci ha dato dei bei ricordi affinché potessimo avere davanti agli occhi le rose di giugno nel dicembre della vita&#8221;. Laurence J.Peter parafrasa James Barrie in <em>Peter&#8217;s Quotations: Ideas for Our Time,</em> 1977, 335<em>).</em></p>
<p>Nessuna di quelle preziose Giovani Donne dimenticherà mai il giorno memorabile in cui un amorevole Padre celeste guardò giù con un sorriso di approvazione e fu compiaciuto.</p>
<p>Mentre ci chiama all&#8217;opera, Egli ci invita ad avvicinarci a Lui, e noi sentiamo il Suo spirito nella nostra vita. Mentre poniamo solide fondamenta per la nostra vita, ricordiamo la Sua preziosa promessa:</p>
<p><em>Temer tu non devi non ti scoraggiar,</em><em>Io sono il tuo Dio e son sempre con te</em></p>
<p><em>Conforto ed aiuto non ti</em></p>
<p><em>mancheran</em></p>
<p><em>sorretto in eterno da questa mia</em></p>
<p><em>man&#8221;</em></p>
<p>(&#8220;Un fermo sostegno&#8221; <em>Inni</em>, 49).</p>
<p>Prego che ciascuno di noi possa meritarsi questa benedizione. Nel nome di Gesù Cristo, il nostro Salvatore. Amen.</p>
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		<title>Principi saldi per tempi mutevoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guest Author]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 11:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Discorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presidente Thomas S. Monson Primo consigliere della Prima Presidenza Noi, come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, dobbiamo opporci con coraggio ai pericoli che assediano noi e la nostra famiglia. Miei cari fratelli e sorelle, sia che vi troviate qui oppure altrove, chiedo che mi favoriate delle vostre preghiere e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Presidente Thomas S. Monson<br />
<em><span style="color: #666633">Primo consigliere della Prima Presidenza</span></em></p>
<p class="intro">Noi, come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, dobbiamo opporci con coraggio ai pericoli che assediano noi e la nostra famiglia.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.lds.org/images/conference/a2005pulpit_1_6_monso.jpg" alt="Presidente Thomas S. Monson" />Miei cari fratelli e sorelle, sia che vi troviate qui oppure altrove, chiedo che mi favoriate delle vostre preghiere e fede mentre rispondo all’incarico e onore di parlarvi.</p>
<p>Tanto per iniziare, encomio tutti voi: in questo mondo difficile, i giovani della Chiesa sono forti come mai prima; la fede, il servizio e le azioni dei nostri fedeli sono degni di lode; siamo un popolo fervente e pieno di fede, che cerca sempre di essere onesto e morigerato; ci curiamo gli uni degli altri; ci sforziamo di mostrare amore al nostro prossimo.<span id="more-8"></span></p>
<p>Tuttavia, per tema di cadere nella compiacenza, vorrei citare un paio di versetti del Libro di Mormon, tratti da 2 Nefi:</p>
<p>«In quel giorno [il diavolo]… [li] cull[erà] in una sicurezza carnale, cosicché diranno: Tutto è bene in Sion; sì, Sion prospera, tutto va bene—e così il diavolo inganna la loro anima».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">1</a></sup></p>
<p>Qualcuno ha affermato che l’albero della nostra compiacenza ha molti rami e che ogni primavera fioriscono sempre più gemme.</p>
<p>Non possiamo permetterci di essere concilianti. Viviamo in tempi difficili: i segni sono tutt’attorno a noi. Siamo profondamente consci delle influenze negative nella società che perseguitano la famiglia tradizionale. A volte il cinema e la televisione dipingono eroi ed eroine mondani e immorali, e cercano di assurgere a ruolo di modelli attori e attrici la cui vita è tutto fuorché esemplare. Perché dovremmo seguire una guida cieca? Le radio diffondono a tutto volume musica denigratrice che contiene testi sfacciati, inviti pericolosi e la descrizione di quasi ogni tipo di male immaginabile.</p>
<p>Noi, come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, dobbiamo opporci con coraggio ai pericoli che assediano noi e la nostra famiglia. A sostegno di questa determinazione, vi offro diversi suggerimenti, come pure esempi tratti dalla mia vita.</p>
<p>Partirò dalla serata familiare. Non possiamo permetterci di trascurare questo programma ispirato dal cielo, che favorisce la crescita spirituale di tutti i familiari, aiutandoli a resistere alle tentazioni che sono ovunque. Le lezioni apprese in famiglia sono quelle più durevoli. Il presidente Gordon B. Hinckley e i suoi predecessori hanno dichiarato: «La famiglia è la base del retto vivere, e nessun altro strumento può prendere il suo posto o assolvere le sue importanti funzioni».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">2</a></sup></p>
<p>Il dottor Glenn J. Doman, eminente scrittore e noto scienziato, scrisse: «Il neonato è quasi la copia esatta di un computer vuoto, anche se è superiore al computer sotto quasi ogni aspetto… Quello che viene immesso nel cervello del bambino durante i primi otto anni di vita, probabilmente vi rimane… Se immettete informazioni sbagliate nel suo [cervello] durante [questo periodo], sarà estremamente difficile cancellarle». Il dottor Doman aggiunse poi che «l’età durante la quale l’essere umano è più ricettivo va dai due ai tre anni».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">3</a></sup></p>
<p>Mi piace quest’idea: «La mente è un armadio di cui tu riempi i ripiani». Assicuriamoci che i nostri ripiani e quelli dei nostri cari siano provvisti di ciò che assicurerà la salvezza dell’anima e ci consentirà di tornare al Padre celeste. I ripiani dovrebbero contenere la conoscenza evangelica, la fede, la preghiera, l’amore, il servizio, l’obbedienza, l’esempio e la gentilezza.</p>
<p>Intendo poi parlare dei debiti. Questi sono tempi di prestiti, quando ogni settimana offerte multiple di carte di credito arrivano nella buca delle lettere. In genere, propongono interessi molto bassi per un breve periodo, ma, cosa di cui solitamente non ci si rende conto, giunto il termine dell’offerta, il tasso sale drammaticamente. Vi cito una dichiarazione del presidente J. Reuben Clark Jr., che molti anni fa fu un membro della Prima Presidenza. Questo principio è eterno. Egli disse:</p>
<p>«È norma della nostra vita economica mondiale che si paghino interessi sul denaro preso a prestito…</p>
<p>Gli interessi non dormono mai, né si ammalano, né muoiono; non vanno mai all’ospedale; lavorano la domenica e i giorni di festa; non prendono mai ferie; non vanno mai in visita; non viaggiano; non si divertono mai; non rimangono mai senza lavoro; non vengono mai licenziati; non si prendono ore di permesso… Una volta che vi indebitate, gli interessi rimarranno al vostro fianco ogni minuto del giorno e della notte; non sarete mai in grado di evitarli, di allontanarvi da loro; non potrete mai licenziarli, poiché essi non cedono alle lusinghe, alle minacce o alle richieste; ogni volta che vi lasciate sopraffare o mancate di tener fede agli impegni, vi distruggeranno».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">4</a></sup></p>
<p>Fratelli e sorelle, rimango sbigottito davanti ad alcuni annunci pubblicitari che propongono prestiti ipotecari sulla casa, in altre parole, un secondo mutuo. Tali promozioni sono designate a tentarci di prendere a prestito più denaro per avere di più. Ciò che non è mai menzionato è che, se una persona non è in grado di ripagare questo «secondo» mutuo sulla casa, rischia di perderla.</p>
<p>Evitate la filosofia e la scusa che i lussi di ieri sono diventati le esigenze di oggi. Non sono necessità a meno che li rendiamo tali. Oggi molte delle nostre giovani coppie vogliono iniziare avendo più automobili e il tipo di casa per la quale i genitori hanno sudato una vita. Di conseguenza, s’indebitano a lungo termine sulla base di due salari. Forse troppo tardi si accorgono che possono avvenire dei cambiamenti: figli che sopraggiungono, familiari colpiti all’improvviso da malattie, impieghi persi, calamità naturali e altre situazioni che fanno sì che non sia possibile ripagare il debito contratto sulla base di due stipendi.</p>
<p>È fondamentale che viviamo nell’ambito dei nostri mezzi.</p>
<p>Mi sono sentito poi ispirato a parlare alle madri, ai padri e ai figli.</p>
<p>Vorrei raccomandare a ogni madre e padre di essere un buon ascoltatore. Oggi nel mondo in rapido movimento la comunicazione è vitale. Dedicate del tempo ad ascoltare. Voi, figli, parlate con vostra madre e con vostro padre. Può non essere facile rendersene conto, ma i vostri genitori hanno affrontato molte delle difficoltà cui voi oggi vi trovate di fronte. Spesso vedono più chiaramente di voi il quadro generale della situazione. Pregano tutti i giorni per voi e hanno diritto all’ispirazione divina nell’impartirvi consigli.</p>
<p>Madri, coinvolgete i figli nelle faccende domestiche. Spesso è più facile fare tutto da voi che convincere i figli ad aiutare, però è importantissimo che apprendano l’importanza di dare il loro contributo.</p>
<p>Padri, vi consiglio di essere affettuosi e gentili verso vostra moglie. Siate pazienti con i figli. Non assecondateli eccessivamente, giacché devono imparare a camminare con le proprie gambe.</p>
<p>V’incoraggio a dedicare tempo ai figli. Per quanto ne sappia, nessun uomo all’approssimarsi della morte ha mai dichiarato che avrebbe voluto trascorrere più tempo in ufficio.</p>
<p>Mi piace quest’esempio, preso da un articolo intitolato «A Day at the Beach» [Un giorno sulla spiaggia], di Arthur Gordon. Egli disse:</p>
<p>«Quando avevo circa tredici anni e mio fratello dieci, nostro padre ci aveva promesso di portarci al circo. Ma all’ora di pranzo arrivò una telefonata; una questione importante richiedeva la sua presenza in città. Ci aspettavamo una cocente delusione. Sentimmo poi che diceva al telefono: ‹No, non ci sarò. Dovranno aspettare›.</p>
<p>Quando tornò al tavolo, la mamma sorrise [e disse]: ‹Il circo tornerà presto, lo sai›.</p>
<p>‹Lo so›, disse mio padre. ‹Ma l’infanzia no›».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">5</a></sup></p>
<p>Fratelli e sorelle, il tempo con i figli vola. Non rinunciate a stare con loro ora. Qualcuno ha espresso diversamente lo stesso concetto: vivete solo in attesa del domani, e oggi avrete per le mani molti ieri vuoti.<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">6</a></sup></p>
<p>Genitori, aiutate i figli a stabilire delle mete riguardo alla scuola e alla carriera. Aiutate i figli maschi ad imparare a rispettare le donne e i bambini.</p>
<p>Il presidente Hinckley ha detto: «Il modo in cui addestriamo la nuova generazione sarà rispecchiato nelle condizioni del mondo tra alcuni anni. Se vi preoccupate del futuro, occupatevi dell’allevamento dei vostri figli».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">7</a></sup></p>
<p>L’esortazione dell’apostolo Paolo al diletto Timoteo fa al caso nostro: «Sii d’esempio ai credenti, nel parlare, nella condotta, nell’amore, nella fede, nella castità».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">8</a></sup></p>
<p>Genitori, conducetevi in modo tale che i figli vi considerino esempi degni di emulazione.</p>
<p>Un’esortazione a tutte le famiglie: ricercate il vostro retaggio. È importante conoscere, per quanto possibile, coloro che ci hanno preceduto. Quando scopriamo qualcosa riguardo ai nostri antenati, approfondiamo la conoscenza di noi stessi.</p>
<p>Mi ricordo quando da bambino ascoltai le esperienze fatte dai miei antenati Miller. Nella primavera del 1848, i nonni dei miei nonni, Charles Stewart Miller e Mary McGowan Miller, si unirono alla Chiesa nella loro natia Scozia, lasciarono la casa di Rutherglen e attraversarono l’Atlantico. Sbarcarono a New Orleans e, con un gruppo di santi, risalirono il Mississippi fino a St. Louis, Missouri, dove arrivarono nel 1849. Una dei loro undici figli, Margaret, sarebbe divenuta una mia bisnonna.</p>
<p>Mentre si trovavano a St. Louis con l’idea di guadagnare sufficiente denaro per proseguire sino alla Valle del Lago Salato, scoppiò nella zona un’epidemia di colera. La famiglia Miller fu duramente colpita: nel giro di due settimane morirono madre, padre e due figli. A quell’epoca mia bisnonna, Margaret Miller, aveva tredici anni.</p>
<p>A causa dei tanti decessi, non si trovava alcuna bara, a nessun prezzo. I ragazzi più grandi sopravvissuti smontarono il recinto dei buoi per costruire delle semplici bare per i familiari morti.</p>
<p>I nove orfani rimasti della famiglia Miller e il marito di una delle figlie maggiori partirono da St. Louis nella primavera del 1850 con quattro buoi e un carro, per arrivare, infine, quello stesso anno nella Valle del Lago Salato.</p>
<p>Ho un debito immenso di gratitudine verso questi e altri antenati che amarono il Vangelo e il Signore tanto profondamente da essere disposti a sacrificare tutto ciò che possedevano, anche la vita stessa, per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Quanto sono grato per le ordinanze del tempio, che ci uniscono insieme per tutta l’eternità.</p>
<p>Sottolineo quanto sia fondamentale il lavoro che svolgiamo nei templi del Signore per i nostri parenti deceduti.</p>
<p>Oggi sono trascorsi esattamente due mesi da quando i membri della mia famiglia si sono ritrovati insieme nel Tempio di Salt Lake per celebrare dei suggellamenti a favore di alcuni antenati. Questa è stata una delle esperienze più spirituali che abbiamo fatto insieme, ha aumentato l’amore che nutriamo l’un per l’altro e l’impegno nel vivere in maniera degna del nostro retaggio.</p>
<p>Anni fa, quando il nostro figlio minore, Clark, frequentava un corso di religione alla Brigham Young University, il docente durante una lezione gli chiese: «Clark, qual è l’esempio ricevuto da tuo padre che ricordi meglio?»</p>
<p>L’insegnante in seguito mi scrisse per riferirmi la risposta che Clark aveva dato alla classe: «Quand’ero diacono nel Sacerdozio di Aaronne io e mio padre andammo a caccia di fagiani nelle vicinanze di Malad, nell’Idaho. Era un lunedì, l’ultimo giorno della stagione di caccia al fagiano. Attraversammo innumerevoli campi alla ricerca di fagiani, ma ne vedemmo soltanto alcuni, che mancammo. Papà allora, guardando l’orologio, mi disse: ‹Clark, scarichiamo i fucili e mettiamoli in questa fossa. Poi inginocchiamoci a pregare›. Pensai che papà volesse pregare per trovare altri fagiani, ma mi sbagliavo. Mi spiegò che l’anziano Richard L. Evans, del Quorum dei Dodici, era gravemente ammalato e che alle dodici in punto di quel particolare lunedì i membri del Quorum dei Dodici, ovunque si fossero trovati in quel momento, dovevano inginocchiarsi e, per così dire, unirsi insieme in una fervente preghiera di fede per l’anziano Evans. Ci togliemmo il cappello, ci inginocchiammo e pregammo».</p>
<p>Ricordo bene quell’occasione, ma non avevo mai pensato che mio figlio mi stesse osservando, stesse imparando, stesse edificando la propria testimonianza.</p>
<p>Diversi anni fa avevamo un ragazzino che ci consegnava il giornale, ma che non lo faceva sempre nella maniera dovuta. Invece di consegnarci il quotidiano nel portico, talvolta, per sbaglio, finiva tra i cespugli o anche vicino alla strada. Alcune persone servite da lui decisero di scrivere una lettera di lamentela e, un giorno, una delegazione si presentò a casa chiedendo a mia moglie Frances di firmarla. Lei si rifiutò, asserendo: «Perché, è solo un ragazzino e i giornali sono troppo pesanti per lui. Non voglio unirmi in questa protesta, perché lui cerca di fare del proprio meglio». La lettera, tuttavia, fu firmata da molte persone e fu inviata ai supervisori del ragazzino.</p>
<p>Non molti giorni dopo, rincasai dal lavoro e trovai Frances in lacrime. Quando riuscì alla fine a parlare, mi raccontò che aveva appena appreso che il corpo del ragazzino dei giornali era stato trovato nel suo garage, dove si era tolto la vita. Apparentemente le critiche riversate su di lui erano state troppe da sopportare. Quanto sono grato che noi non avevamo firmato la lettera di lamentela. Questa è sempre stata una lezione che mi sono ricordato sull’importanza di non essere critico, ma di trattare tutti con gentilezza.</p>
<p>Il Salvatore dovrebbe essere il nostro modello. Di Lui è scritto: «E Gesù cresceva in sapienza e in statura, e in grazia dinanzi a Dio e agli uomini».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">9</a></sup> Egli «è andato attorno facendo del bene… perché Iddio era con lui».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">10</a></sup></p>
<p>Ricordiamoci che spesso la saggezza di Dio appare come stoltezza agli uomini, ma la più grande lezione che possiamo imparare in questa vita è che, quando Dio parla e l’uomo obbedisce, quell’uomo fa sempre la cosa giusta.</p>
<p>Possiamo noi seguire sempre il Principe della Pace, che letteralmente ci ha mostrato la via da percorrere, affinché così possiamo sopravvivere in questi tempi turbolenti. Il Suo piano divino può preservarci contro i pericoli che ci circondano da ogni lato. Il Suo esempio indica la via. Quando si trovò davanti alla tentazione, Egli la evitò; quando Gli fu offerto il mondo, Egli rifiutò; quando Gli fu chiesto di dare la vita, Egli la donò.</p>
<p>Ora è il momento. Questo è il luogo. Prego affinché possiamo seguirLo. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.</p>
<h2><a id="notes" title="notes" name="notes"></a>Note</h2>
<p class="notes">1. 2 Nefi 28:20–21.</p>
<p class="notes">2. Lettera della Prima Presidenza dell’11 febbraio 1999; citato in <em>Liahona</em>, dicembre 1999, 1.</p>
<p class="notes">3. <em>How to Teach Your Baby to Read</em> (1963, 1964), 43–45.</p>
<p class="notes">4. Conference Report, aprile 1938, 102–103.</p>
<p class="notes">5. Vedere <em>A Touch of Wonder</em> (1974), 77–78.</p>
<p class="notes">6. Vedere Meredith Willson e Franklin Lacey, <em>The Music Man</em> (1957).</p>
<p class="notes">7. «Ecco i vostri piccoli»,<em> Liahona, </em>marzo 2001, 2.</p>
<p class="notes">8. 1 Timoteo 4:12.</p>
<p class="notes">9. Luca 2:52.</p>
<p class="notes">10. Atti 10:38.</p>
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		<title>Sono quella che voglio essere?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guest Author]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 12:48:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Discorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Gesu' Cristo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono quella che voglio essere ?  Uno dei discorsi che mi ha ispirato di più nella mia crescita spirituale l’ho letto ne “La Stella” la rivista della chiesa in Italia di allora. Era stato pronunciato dall’anziano Monson, il primo consigliere della Prima Presidenza e mi colpì forse perché forse era quello che avevo bisogno di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="margin: auto 0in;text-align: center"><span style="font-size: 9pt;color: #000000;font-family: Verdana">Sono quella che voglio essere ?</span></h1>
<h1 style="margin: auto 0cm"><span style="font-weight: normal;font-size: 12pt"><span style="font-weight: normal;font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> Uno dei discorsi che mi ha ispirato di più nella mia crescita spirituale l’ho letto ne “La Stella” la rivista della chiesa in Italia di allora.</span></span></h1>
<h1 style="margin: auto 0cm"><span style="font-weight: normal;font-size: 12pt"><span style="font-weight: normal;font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Era stato pronunciato dall’anziano Monson, il primo consigliere della Prima Presidenza e mi colpì forse perché forse era quello che avevo bisogno di sentire. Per questo siccome credo che mi sia stato molto utile, ed ha avuto un buon impatto sulle mie azioni,  mi piacerebbe condividerlo con chiunque leggerà questo post. <span id="more-60"></span></span></span></h1>
<h1 style="margin: auto 0cm;text-align: center"><span style="font-size: 12pt"><span style="font-size: 9pt;color: #000000;font-family: Verdana">Come dare il meglio di noi stessi</span></span></h1>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Tanto tempo fa e in un luogo tanto lontano il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo mostrò alla moltitudine e ai Suoi discepoli «la via, la verità e la vita».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#1#1"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">1</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> Egli impartiva consigli con le Sue sante parole. Egli ci ha dato un esempio con la Sua vita esemplare. Spesso il Signore faceva ai Suoi ascoltatori questa domanda: «Che sorta di uomini dovreste essere?»</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#2#2"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">2</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Durante il Suo ministero nel continente americano Egli aggiunse a questa domanda alcune importanti parole: «Che sorta di uomini dovreste essere? In verità io vi dico: così come sono io».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#3#3"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">3</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Durante il Suo ministero terreno il Maestro spiegò come dobbiamo vivere, come dobbiamo insegnare, come dobbiamo servire e che cosa dobbiamo fare in modo da poter esprimere il nostro massimo potenziale. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Una lezione a questo proposito ci proviene dal vangelo di Giovanni, nella sacra Bibbia: «Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge, e i profeti: Gesù figliuolo di Giuseppe, da Nazaret. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro e disse di lui: Ecco un vero Israelita in cui non c&#8217;è frode!»</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#4#4"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">4</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Durante il nostro soggiorno sulla terra abbiamo una guida celeste nell&#8217;esortazione dell&#8217;apostolo Paolo: «Tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri». Poi troviamo questo ammonimento: «Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e vedute in me, fatele; e l&#8217;Iddio della pace sarà con voi».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#5#5"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">5</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Nella nostra ricerca dell&#8217;eccellenza, alcune domande devono fungere da guida ai nostri pensieri: <em><span style="font-family: Verdana">Sono quello che voglio essere? Sono più vicino al Signore oggi di quanto lo ero ieri? Sarò ancora più vicino a Lui domani? Ho il coraggio di cambiare in meglio?</span></em> </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">È il momento di scegliere una strada spesso ignorata, la strada che potremmo chiamare «la strada della famiglia», affinché i nostri figli e nipoti possano davvero realizzare pienamente il loro potenziale. C&#8217;è in questo paese&#8211;come negli altri paesi del mondo&#8211;una forte tendenza che esprime un chiaro messaggio: «Ritornate alle vostre radici, ritornate alla vostra famiglia, alle lezioni che avete imparato, alla vita che avete vissuto, agli esempi che avete veduto, ai valori della famiglia». Spesso si tratta semplicemente di tornare a casa&#8211;tornare a casa in soffitte da tanto tempo ignorate, a diari raramente letti, ad album di fotografie quasi dimenticati. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Il poeta scozzese James Barrie scrisse: «Dio ci ha dato i ricordi in modo che potessimo avere le rose di giugno nel dicembre della nostra vita».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#6#6"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">6</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> Quali ricordi abbiamo di nostra madre, di nostro padre, dei nostri nonni, dei nostri familiari, dei nostri amici? </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Quali lezioni abbiamo imparato dai nostri padri? Anni fa un padre di famiglia chiese all&#8217;anziano ElRay L. Christiansen che nome gli consigliava per la barca che aveva appena acquistato. Fratello Christiansen suggerì: «Perché non la chiami <em><span style="font-family: Verdana">Spaccadomenica</span></em>?» Sono convinto che quel marinaio in erba fu indotto a meditare se il suo tesoro di barca lo avrebbe indotto a violare o a osservare la domenica. Qualunque sia stata la sua decisione, senza dubbio esercitò una duratura impressione sui suoi figli. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Un altro padre insegnò a un figlio una lezione di obbedienza mai dimenticata e gli insegnò con l&#8217;esempio a onorare la santità della domenica. Ne venni a conoscenza durante i funerali di una grande Autorità generale: H. Verlan Andersen. Uno dei suoi figli gli rese un commosso omaggio, un omaggio che riguarda anche noi, ovunque siamo e qualsiasi cosa facciamo. È un esempio tratto dall&#8217;esperienza personale. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Il figlio dell&#8217;anziano Andersen raccontò che anni prima, un sabato sera, doveva partecipare a una importante attività a scuola. Chiese in prestito l&#8217;automobile a suo padre. Dopo aver preso le chiavi, stava per uscire di casa quando suo padre gli disse: «L&#8217;automobile avrà bisogno di altra benzina per domattina. Prima di tornare a casa ricordati di fare il pieno». </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Il figlio dell&#8217;anziano Andersen raccontò che la festa alla quale partecipò fu davvero bella. C&#8217;erano tanti amici; i rinfreschi erano ottimi e tutti si divertivano. Tuttavia, preso dall&#8217;entusiasmo, dimenticò la richiesta di suo padre di fare benzina prima di tornare a casa. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Spuntò la domenica mattina. L&#8217;anziano Andersen scoprì che la lancetta indicava che il serbatoio era vuoto. Il figlio vide suo padre tornare in casa e rimettere sul tavolo le chiavi dell&#8217;automobile. Nella casa degli Andersen la domenica era un giorno dedicato al culto e al ringraziamento, non agli acquisti. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Il figlio dell&#8217;anziano Andersen continuò così: «Vidi mio padre indossare il soprabito, salutare la famiglia e quindi percorrere a piedi la lunga distanza che ci separava dalla cappella, in modo da poter partecipare alla prima riunione». Il dovere lo chiamava. La verità non poteva venire dopo la comodità. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Concludendo il suo discorso, il figlio dell&#8217;anziano Andersen disse: «Nessun figlio ha mai appreso più efficacemente una lezione impartita da suo padre, come feci io in quella occasione. Mio padre non soltanto conosceva la verità, ma la metteva in pratica». </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">È nella casa che si formano il nostro atteggiamento e le nostre convinzioni più profonde. È nella casa che la speranza viene incoraggiata o distrutta. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Le nostre case devono esser qualcosa di più di santuari: devono anche essere luoghi dove lo Spirito di Dio può dimorare, dove le tempeste si fermano sulla porta, dove regna l&#8217;amore e dimora la pace. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Qualche tempo fa una giovane madre mi scrisse: «Qualche volta mi chiedo se quello che faccio ha importanza per i miei figli; specialmente perché, non avendo marito e dovendo fare due lavori per mantenere i figli, qualche volta vengo a casa e trovo tanto disordine. Ma non rinuncio mai alla speranza. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">«Io e i miei figli abbiamo seguito la trasmissione televisiva della conferenza generale e abbiamo sentito che lei parlava della preghiera. Mio figlio a quel punto ha detto: ‹Mamma, tu ci hai già insegnato queste cose›. Gli ho chiesto: ‹Che cosa vuoi dire?›. Egli ha risposto: ‹Be&#8217;, ci hai insegnato a pregare e ci hai mostrato come si fa; ma l&#8217;altra sera sono venuto nella tua stanza per chiederti una cosa e ti ho trovata in ginocchio, mentre pregavi il Padre celeste. Se Egli è importante per te, è importante anche per me›». La lettera finisce così: «Credo che non comprendiamo quanta influenza esercitiamo sugli altri, sino a quando un figlio impara dal nostro esempio quello che abbiamo cercato di insegnargli». Quale stupenda lezione quel figlio imparò da sua madre! </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Quando ero ragazzo, alla Scuola Domenicale, proprio il giorno della mamma, feci una straordinaria scoperta il cui ricordo è rimasto vivo in me durante tutti questi anni. Melvin, un fratello cieco del rione dotato di una bella voce, si alzò e, con gli occhi rivolti verso la congregazione come se vedesse tutti noi, cantò: «Alla mia cara mamma». Il ricordo della mamma destato dal suo canto commosse il cuore dei presenti. Vidi molti uomini estrarre il fazzoletto e molte donne con gli occhi pieni di lacrime. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Noi diaconi passammo tra la congregazione portando piccoli vasi di gerani per donarli alle madri. Alcune di loro erano giovani, altre erano di mezza età, altre ancora sembrano tenersi aggrappate tenacemente alla vita tanto erano avanti negli anni. Notai che gli occhi di tutte le madri erano occhi buoni. La parola che ogni madre diceva era: «Grazie». Compresi il senso di questa dichiarazione: «Quando qualcuno dona un fiore, il profumo del fiore rimane sulle mani del donatore». Non ho dimenticato la lezione che imparai allora, né mai la dimenticherò. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Alcune madri, alcuni padri, alcuni figli, alcune famiglie sono chiamati a portare un pesante fardello qui sulla terra. Una di queste famiglie era quella dei Borgstrom, nell&#8217;Utah settentrionale. Era il tempo della seconda guerra mondiale. Violente battaglie infuriavano in varie parti del mondo. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">I Borgstrom persero tragicamente quattro dei cinque figli che si trovavano sotto le armi. Nel giro di sei mesi tutti e quattro i figli dettero la vita, ognuno in una parte diversa del mondo. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Dopo la guerra i corpi dei quattro fratelli Borgstrom furono riportati a casa a Tremonton, e là fu tenuta un&#8217;imponente cerimonia funebre. Il Tabernacolo di Garland era pieno di gente. Il generale Mark Clark era presente alla cerimonia. In seguito raccontò con commozione l&#8217;esperienza che aveva fatto: «La mattina del 26 giugno sono andato in volo a Garland e là ho incontrato i familiari dei giovani, tra i quali la madre, il padre e i due figli superstiti . . . uno di essi appena adolescente. Non avevo mai conosciuto una famiglia che mostrava tanta forza d&#8217;animo. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Quando le quattro bare ricoperte dalla bandiera furono portate in chiesa e allineate davanti a noi, seduto accanto a quei coraggiosi genitori mi sentii profondamente commosso dalla loro magnanimità, dalla loro fede e dal loro orgoglio per quei figli stupendi che avevano compiuto il supremo sacrificio in difesa dei principi che i loro nobili genitori avevano inculcato in loro fin dalla fanciullezza. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Durante il pranzo la signora Borgstrom si rivolse a me e mi chiesa a voce bassa: «Prenderete nell&#8217;esercito anche il mio figlio più piccolo?» Risposi con un sussurro che, finché fossi stato il comandante dell&#8217;Esercito della costa occidentale, se il suo ragazzo fosse stato richiamato, avrei fatto del mio meglio per assegnarlo a un incarico in patria. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Mentre tenevo questa conversazione a bassa voce con la madre, il padre improvvisamente si chinò e disse alla moglie: ‹Cara, ho ascoltato la tua conversazione con il generale riguardo al nostro figlio minore. Noi sappiamo che se e quando il suo paese avrà bisogno di lui, egli partirà›. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Riuscivo appena a trattenere l&#8217;emozione. Mi trovavo in presenza di genitori con quattro figli morti per le ferite subite in battaglia, e tuttavia essi erano pronti a fare l&#8217;ultimo sacrificio se il loro paese lo avesse richiesto». </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">È il vangelo del Signore Gesù Cristo che faceva sentire la sua presenza in quel giorno che non sarà mai dimenticato. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Gli anni sono passati, ma la necessità di una testimonianza del Vangelo continua ad essere indispensabile. Mentre ci muoviamo verso il futuro, non dobbiamo trascurare le lezioni del passato. Il nostro Padre celeste dette Suo Figlio. Il Figlio di Dio dette la Sua vita. Ci è chiesto da Loro di dedicare la vita al Loro divino servizio. Lo farete? Lo farò? Lo faremo? Vi sono delle lezioni da insegnare, vi sono delle buone azioni da compiere, vi sono delle anime da salvare. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Ricordiamo il consiglio di Re Beniamino: «Quando siete al servizio dei vostri simili, voi non siete che al servizio del vostro Dio».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#7#7"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">7</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> Allungate la mano per soccorre chi ha bisogno del vostro aiuto. Innalzate queste persone a un più alto e migliore livello di vita. Cantiamo con i bambini della Primaria: «Guidami, aiutami, cammina insieme a me; dimmi quel che devo far per ritornare a Te».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#8#8"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">8</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">La vera fede non è patrimonio dei bambini, ma una cosa che tutti dobbiamo avere. Dai Proverbi impariamo questo principio: «Confidati nell&#8217;Eterno con tutto il cuore e non t&#8217;appoggiare sul tuo discernimento. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli appianerà i tuoi sentieri».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#9#9"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">9</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> Così facendo arriviamo a capire che stiamo svolgendo la santa missione che Egli ci ha affidato, che i Suoi propositi divini si sono adempiuti e che noi abbiamo contribuito a tale adempimento. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Consentitemi di illustrare la validità di questo principio raccontandovi un&#8217;esperienza personale. Molti anni fa, quando ero vescovo, sentii l&#8217;impulso di fare visita ad Augusta Schneider, una vedova originaria della regione dell&#8217;Alsazia-Lorena. Ella parlava poco l&#8217;inglese, anche se conosceva bene il francese e il tedesco. Per molti anni, dopo aver sentito quella prima impressione, le feci visita in occasione del Natale. Una volta Augusta disse: «Vescovo, ho una cosa che per me ha grande valore, di cui voglio farle dono». Andò a prendere quella cosa e me la mostrò: era un bel pezzo di feltro di circa 15 per 20 centimetri sul quale erano appuntate le medaglie che suo marito si era guadagnato mentre era soldato dell&#8217;esercito francese durante la prima guerra mondiale. Ella disse: «Vorrei che lei accettasse questo mio tesoro, questo oggetto a me tanto caro». Protestai gentilmente e le suggerii che forse c&#8217;era un suo parente al quale poteva fare tale dono. «No», rispose con fermezza. «Questo dono è per lei, poiché lei ha l&#8217;anima di un francese». </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Poco dopo avermi fatto quel bel dono Augusta lasciò questa vita terrena e tornò a casa da quel Dio che le aveva dato la vita. Ogni tanto pensavo alla sua affermazione secondo cui io avevo «l&#8217;anima di un francese». Non avevo la minima idea di che cosa volesse dire, e ancora non ce l&#8217;ho. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Molti anni dopo ebbi il piacere di accompagnare il presidente Ezra Taft Benson alla dedicazione del Tempio di Francoforte, in Germania, tempio che avrebbe servito i membri della Chiesa tedeschi, francesi, olandesi e belgi. Mentre facevo la valigia, mi sentii spinto a portare con me quelle medaglie, senza avere idea di quello che ne avrei fatto. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Durante la sessione dedicatoria in lingua francese il tempio era affollato. Il canto e i discorsi furono bellissimi. La gratitudine per le benedizioni di Dio penetrava in ogni cuore. Vidi dalle annotazioni sul programma che a quella sessione partecipavano anche i membri della Chiesa dell&#8217;Alsazia-Lorena. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Durante il mio discorso notai che l&#8217;organista si chiamava Schneider. Volli perciò raccontare la storia della mia amicizia con Augusta Schneider. Poi mi avvicinai all&#8217;organista e gli feci dono delle medaglie, affidandogli anche l&#8217;incarico, dato che il suo nome era Schneider, di svolgere le ricerche genealogiche sulla famiglia Schneider. Lo Spirito del Signore confermò nel nostro cuore che quella era un&#8217;occasione davvero speciale. Fratello Schneider ebbe qualche difficoltà nel suonare l&#8217;inno di chiusura della cerimonia dedicatoria, tanto era commosso dallo Spirito che sentivamo nel tempio. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Ero convinto che quel prezioso dono, che potremmo chiamare l&#8217;offerta della vedova&#8211;poiché era tutto quello che Augusta Schneider possedeva&#8211;ora si trovava nelle mani di una persona che avrebbe fatto in modo che molti che possedevano un&#8217;anima francese ricevessero le benedizioni del sacro tempio, sia per i vivi che per coloro che erano passati dall&#8217;altra parte del velo. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Porto testimonianza che a Dio ogni cosa è possibile. Egli è il nostro Padre celeste; Suo Figlio è il nostro Redentore. Se ci sforziamo di conoscere i Suoi principi e poi li mettiamo in pratica, noi, con chi ci sta vicino, saremo abbondantemente benedetti. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Proclamo con tutta solennità che Gordon B. Hinckley è un vero profeta per il nostro tempo e che è guidato dal Signore nel grande lavoro che viene svolto sotto la sua guida. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Ricordiamoci sempre che l&#8217;obbedienza ai comandamenti di Dio richiama su di noi le benedizioni promesse. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Che ognuno di noi sia degno di riceverle; così prego, nel nome di Gesù Cristo. Amen. </span></p>
<p><strong><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">NOTE </span></strong><a name="1"></a><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">1. Giovanni 14:6.<br />
<a name="2"></a>2. 2 Pietro 3:11.<br />
<a name="3"></a>3. 3 Nefi 27:27.<br />
<a name="4"></a>4. Giovanni 1:45­47.<br />
<a name="5"></a>5. Filippesi 4:8­9.<br />
<a name="6"></a>6. James Barrie, liberamente citato in <em><span style="font-family: Verdana">Peter&#8217;s Quotations: Ideas for Our Time</span></em>, a cura di Laurence J. Peter (1977), 335.<br />
<a name="7"></a>7. Mosia 2:17.<br />
<a name="8"></a>8. Naomi W. Randall, «<em><span style="font-family: Verdana">Sono un figlio di Dio</span></em>», (<em><span style="font-family: Verdana">Inni</span></em>, No. 190)<br />
<a name="9"></a>9. </span><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Proverbi 3:5, 6.</span></p>
<h1 style="margin: auto 0cm"><span style="font-weight: normal;font-size: 12pt"><span style="font-weight: normal;font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></span></h1>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt"><span style="font-size: 8pt;font-family: Verdana"> </span></p>
<p> </p>
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