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	<title>Uncategorized Archives - Thomas S. Monson</title>
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	<description>Presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni</description>
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		<title>Principi saldi per tempi mutevoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guest Author]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 11:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Discorsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presidente Thomas S. Monson Primo consigliere della Prima Presidenza Noi, come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, dobbiamo opporci con coraggio ai pericoli che assediano noi e la nostra famiglia. Miei cari fratelli e sorelle, sia che vi troviate qui oppure altrove, chiedo che mi favoriate delle vostre preghiere e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Presidente Thomas S. Monson<br />
<em><span style="color: #666633">Primo consigliere della Prima Presidenza</span></em></p>
<p class="intro">Noi, come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, dobbiamo opporci con coraggio ai pericoli che assediano noi e la nostra famiglia.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.lds.org/images/conference/a2005pulpit_1_6_monso.jpg" alt="Presidente Thomas S. Monson" />Miei cari fratelli e sorelle, sia che vi troviate qui oppure altrove, chiedo che mi favoriate delle vostre preghiere e fede mentre rispondo all’incarico e onore di parlarvi.</p>
<p>Tanto per iniziare, encomio tutti voi: in questo mondo difficile, i giovani della Chiesa sono forti come mai prima; la fede, il servizio e le azioni dei nostri fedeli sono degni di lode; siamo un popolo fervente e pieno di fede, che cerca sempre di essere onesto e morigerato; ci curiamo gli uni degli altri; ci sforziamo di mostrare amore al nostro prossimo.<span id="more-8"></span></p>
<p>Tuttavia, per tema di cadere nella compiacenza, vorrei citare un paio di versetti del Libro di Mormon, tratti da 2 Nefi:</p>
<p>«In quel giorno [il diavolo]… [li] cull[erà] in una sicurezza carnale, cosicché diranno: Tutto è bene in Sion; sì, Sion prospera, tutto va bene—e così il diavolo inganna la loro anima».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">1</a></sup></p>
<p>Qualcuno ha affermato che l’albero della nostra compiacenza ha molti rami e che ogni primavera fioriscono sempre più gemme.</p>
<p>Non possiamo permetterci di essere concilianti. Viviamo in tempi difficili: i segni sono tutt’attorno a noi. Siamo profondamente consci delle influenze negative nella società che perseguitano la famiglia tradizionale. A volte il cinema e la televisione dipingono eroi ed eroine mondani e immorali, e cercano di assurgere a ruolo di modelli attori e attrici la cui vita è tutto fuorché esemplare. Perché dovremmo seguire una guida cieca? Le radio diffondono a tutto volume musica denigratrice che contiene testi sfacciati, inviti pericolosi e la descrizione di quasi ogni tipo di male immaginabile.</p>
<p>Noi, come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, dobbiamo opporci con coraggio ai pericoli che assediano noi e la nostra famiglia. A sostegno di questa determinazione, vi offro diversi suggerimenti, come pure esempi tratti dalla mia vita.</p>
<p>Partirò dalla serata familiare. Non possiamo permetterci di trascurare questo programma ispirato dal cielo, che favorisce la crescita spirituale di tutti i familiari, aiutandoli a resistere alle tentazioni che sono ovunque. Le lezioni apprese in famiglia sono quelle più durevoli. Il presidente Gordon B. Hinckley e i suoi predecessori hanno dichiarato: «La famiglia è la base del retto vivere, e nessun altro strumento può prendere il suo posto o assolvere le sue importanti funzioni».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">2</a></sup></p>
<p>Il dottor Glenn J. Doman, eminente scrittore e noto scienziato, scrisse: «Il neonato è quasi la copia esatta di un computer vuoto, anche se è superiore al computer sotto quasi ogni aspetto… Quello che viene immesso nel cervello del bambino durante i primi otto anni di vita, probabilmente vi rimane… Se immettete informazioni sbagliate nel suo [cervello] durante [questo periodo], sarà estremamente difficile cancellarle». Il dottor Doman aggiunse poi che «l’età durante la quale l’essere umano è più ricettivo va dai due ai tre anni».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">3</a></sup></p>
<p>Mi piace quest’idea: «La mente è un armadio di cui tu riempi i ripiani». Assicuriamoci che i nostri ripiani e quelli dei nostri cari siano provvisti di ciò che assicurerà la salvezza dell’anima e ci consentirà di tornare al Padre celeste. I ripiani dovrebbero contenere la conoscenza evangelica, la fede, la preghiera, l’amore, il servizio, l’obbedienza, l’esempio e la gentilezza.</p>
<p>Intendo poi parlare dei debiti. Questi sono tempi di prestiti, quando ogni settimana offerte multiple di carte di credito arrivano nella buca delle lettere. In genere, propongono interessi molto bassi per un breve periodo, ma, cosa di cui solitamente non ci si rende conto, giunto il termine dell’offerta, il tasso sale drammaticamente. Vi cito una dichiarazione del presidente J. Reuben Clark Jr., che molti anni fa fu un membro della Prima Presidenza. Questo principio è eterno. Egli disse:</p>
<p>«È norma della nostra vita economica mondiale che si paghino interessi sul denaro preso a prestito…</p>
<p>Gli interessi non dormono mai, né si ammalano, né muoiono; non vanno mai all’ospedale; lavorano la domenica e i giorni di festa; non prendono mai ferie; non vanno mai in visita; non viaggiano; non si divertono mai; non rimangono mai senza lavoro; non vengono mai licenziati; non si prendono ore di permesso… Una volta che vi indebitate, gli interessi rimarranno al vostro fianco ogni minuto del giorno e della notte; non sarete mai in grado di evitarli, di allontanarvi da loro; non potrete mai licenziarli, poiché essi non cedono alle lusinghe, alle minacce o alle richieste; ogni volta che vi lasciate sopraffare o mancate di tener fede agli impegni, vi distruggeranno».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">4</a></sup></p>
<p>Fratelli e sorelle, rimango sbigottito davanti ad alcuni annunci pubblicitari che propongono prestiti ipotecari sulla casa, in altre parole, un secondo mutuo. Tali promozioni sono designate a tentarci di prendere a prestito più denaro per avere di più. Ciò che non è mai menzionato è che, se una persona non è in grado di ripagare questo «secondo» mutuo sulla casa, rischia di perderla.</p>
<p>Evitate la filosofia e la scusa che i lussi di ieri sono diventati le esigenze di oggi. Non sono necessità a meno che li rendiamo tali. Oggi molte delle nostre giovani coppie vogliono iniziare avendo più automobili e il tipo di casa per la quale i genitori hanno sudato una vita. Di conseguenza, s’indebitano a lungo termine sulla base di due salari. Forse troppo tardi si accorgono che possono avvenire dei cambiamenti: figli che sopraggiungono, familiari colpiti all’improvviso da malattie, impieghi persi, calamità naturali e altre situazioni che fanno sì che non sia possibile ripagare il debito contratto sulla base di due stipendi.</p>
<p>È fondamentale che viviamo nell’ambito dei nostri mezzi.</p>
<p>Mi sono sentito poi ispirato a parlare alle madri, ai padri e ai figli.</p>
<p>Vorrei raccomandare a ogni madre e padre di essere un buon ascoltatore. Oggi nel mondo in rapido movimento la comunicazione è vitale. Dedicate del tempo ad ascoltare. Voi, figli, parlate con vostra madre e con vostro padre. Può non essere facile rendersene conto, ma i vostri genitori hanno affrontato molte delle difficoltà cui voi oggi vi trovate di fronte. Spesso vedono più chiaramente di voi il quadro generale della situazione. Pregano tutti i giorni per voi e hanno diritto all’ispirazione divina nell’impartirvi consigli.</p>
<p>Madri, coinvolgete i figli nelle faccende domestiche. Spesso è più facile fare tutto da voi che convincere i figli ad aiutare, però è importantissimo che apprendano l’importanza di dare il loro contributo.</p>
<p>Padri, vi consiglio di essere affettuosi e gentili verso vostra moglie. Siate pazienti con i figli. Non assecondateli eccessivamente, giacché devono imparare a camminare con le proprie gambe.</p>
<p>V’incoraggio a dedicare tempo ai figli. Per quanto ne sappia, nessun uomo all’approssimarsi della morte ha mai dichiarato che avrebbe voluto trascorrere più tempo in ufficio.</p>
<p>Mi piace quest’esempio, preso da un articolo intitolato «A Day at the Beach» [Un giorno sulla spiaggia], di Arthur Gordon. Egli disse:</p>
<p>«Quando avevo circa tredici anni e mio fratello dieci, nostro padre ci aveva promesso di portarci al circo. Ma all’ora di pranzo arrivò una telefonata; una questione importante richiedeva la sua presenza in città. Ci aspettavamo una cocente delusione. Sentimmo poi che diceva al telefono: ‹No, non ci sarò. Dovranno aspettare›.</p>
<p>Quando tornò al tavolo, la mamma sorrise [e disse]: ‹Il circo tornerà presto, lo sai›.</p>
<p>‹Lo so›, disse mio padre. ‹Ma l’infanzia no›».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">5</a></sup></p>
<p>Fratelli e sorelle, il tempo con i figli vola. Non rinunciate a stare con loro ora. Qualcuno ha espresso diversamente lo stesso concetto: vivete solo in attesa del domani, e oggi avrete per le mani molti ieri vuoti.<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">6</a></sup></p>
<p>Genitori, aiutate i figli a stabilire delle mete riguardo alla scuola e alla carriera. Aiutate i figli maschi ad imparare a rispettare le donne e i bambini.</p>
<p>Il presidente Hinckley ha detto: «Il modo in cui addestriamo la nuova generazione sarà rispecchiato nelle condizioni del mondo tra alcuni anni. Se vi preoccupate del futuro, occupatevi dell’allevamento dei vostri figli».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">7</a></sup></p>
<p>L’esortazione dell’apostolo Paolo al diletto Timoteo fa al caso nostro: «Sii d’esempio ai credenti, nel parlare, nella condotta, nell’amore, nella fede, nella castità».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">8</a></sup></p>
<p>Genitori, conducetevi in modo tale che i figli vi considerino esempi degni di emulazione.</p>
<p>Un’esortazione a tutte le famiglie: ricercate il vostro retaggio. È importante conoscere, per quanto possibile, coloro che ci hanno preceduto. Quando scopriamo qualcosa riguardo ai nostri antenati, approfondiamo la conoscenza di noi stessi.</p>
<p>Mi ricordo quando da bambino ascoltai le esperienze fatte dai miei antenati Miller. Nella primavera del 1848, i nonni dei miei nonni, Charles Stewart Miller e Mary McGowan Miller, si unirono alla Chiesa nella loro natia Scozia, lasciarono la casa di Rutherglen e attraversarono l’Atlantico. Sbarcarono a New Orleans e, con un gruppo di santi, risalirono il Mississippi fino a St. Louis, Missouri, dove arrivarono nel 1849. Una dei loro undici figli, Margaret, sarebbe divenuta una mia bisnonna.</p>
<p>Mentre si trovavano a St. Louis con l’idea di guadagnare sufficiente denaro per proseguire sino alla Valle del Lago Salato, scoppiò nella zona un’epidemia di colera. La famiglia Miller fu duramente colpita: nel giro di due settimane morirono madre, padre e due figli. A quell’epoca mia bisnonna, Margaret Miller, aveva tredici anni.</p>
<p>A causa dei tanti decessi, non si trovava alcuna bara, a nessun prezzo. I ragazzi più grandi sopravvissuti smontarono il recinto dei buoi per costruire delle semplici bare per i familiari morti.</p>
<p>I nove orfani rimasti della famiglia Miller e il marito di una delle figlie maggiori partirono da St. Louis nella primavera del 1850 con quattro buoi e un carro, per arrivare, infine, quello stesso anno nella Valle del Lago Salato.</p>
<p>Ho un debito immenso di gratitudine verso questi e altri antenati che amarono il Vangelo e il Signore tanto profondamente da essere disposti a sacrificare tutto ciò che possedevano, anche la vita stessa, per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Quanto sono grato per le ordinanze del tempio, che ci uniscono insieme per tutta l’eternità.</p>
<p>Sottolineo quanto sia fondamentale il lavoro che svolgiamo nei templi del Signore per i nostri parenti deceduti.</p>
<p>Oggi sono trascorsi esattamente due mesi da quando i membri della mia famiglia si sono ritrovati insieme nel Tempio di Salt Lake per celebrare dei suggellamenti a favore di alcuni antenati. Questa è stata una delle esperienze più spirituali che abbiamo fatto insieme, ha aumentato l’amore che nutriamo l’un per l’altro e l’impegno nel vivere in maniera degna del nostro retaggio.</p>
<p>Anni fa, quando il nostro figlio minore, Clark, frequentava un corso di religione alla Brigham Young University, il docente durante una lezione gli chiese: «Clark, qual è l’esempio ricevuto da tuo padre che ricordi meglio?»</p>
<p>L’insegnante in seguito mi scrisse per riferirmi la risposta che Clark aveva dato alla classe: «Quand’ero diacono nel Sacerdozio di Aaronne io e mio padre andammo a caccia di fagiani nelle vicinanze di Malad, nell’Idaho. Era un lunedì, l’ultimo giorno della stagione di caccia al fagiano. Attraversammo innumerevoli campi alla ricerca di fagiani, ma ne vedemmo soltanto alcuni, che mancammo. Papà allora, guardando l’orologio, mi disse: ‹Clark, scarichiamo i fucili e mettiamoli in questa fossa. Poi inginocchiamoci a pregare›. Pensai che papà volesse pregare per trovare altri fagiani, ma mi sbagliavo. Mi spiegò che l’anziano Richard L. Evans, del Quorum dei Dodici, era gravemente ammalato e che alle dodici in punto di quel particolare lunedì i membri del Quorum dei Dodici, ovunque si fossero trovati in quel momento, dovevano inginocchiarsi e, per così dire, unirsi insieme in una fervente preghiera di fede per l’anziano Evans. Ci togliemmo il cappello, ci inginocchiammo e pregammo».</p>
<p>Ricordo bene quell’occasione, ma non avevo mai pensato che mio figlio mi stesse osservando, stesse imparando, stesse edificando la propria testimonianza.</p>
<p>Diversi anni fa avevamo un ragazzino che ci consegnava il giornale, ma che non lo faceva sempre nella maniera dovuta. Invece di consegnarci il quotidiano nel portico, talvolta, per sbaglio, finiva tra i cespugli o anche vicino alla strada. Alcune persone servite da lui decisero di scrivere una lettera di lamentela e, un giorno, una delegazione si presentò a casa chiedendo a mia moglie Frances di firmarla. Lei si rifiutò, asserendo: «Perché, è solo un ragazzino e i giornali sono troppo pesanti per lui. Non voglio unirmi in questa protesta, perché lui cerca di fare del proprio meglio». La lettera, tuttavia, fu firmata da molte persone e fu inviata ai supervisori del ragazzino.</p>
<p>Non molti giorni dopo, rincasai dal lavoro e trovai Frances in lacrime. Quando riuscì alla fine a parlare, mi raccontò che aveva appena appreso che il corpo del ragazzino dei giornali era stato trovato nel suo garage, dove si era tolto la vita. Apparentemente le critiche riversate su di lui erano state troppe da sopportare. Quanto sono grato che noi non avevamo firmato la lettera di lamentela. Questa è sempre stata una lezione che mi sono ricordato sull’importanza di non essere critico, ma di trattare tutti con gentilezza.</p>
<p>Il Salvatore dovrebbe essere il nostro modello. Di Lui è scritto: «E Gesù cresceva in sapienza e in statura, e in grazia dinanzi a Dio e agli uomini».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">9</a></sup> Egli «è andato attorno facendo del bene… perché Iddio era con lui».<sup><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,23-7-526-6,00.html#notes">10</a></sup></p>
<p>Ricordiamoci che spesso la saggezza di Dio appare come stoltezza agli uomini, ma la più grande lezione che possiamo imparare in questa vita è che, quando Dio parla e l’uomo obbedisce, quell’uomo fa sempre la cosa giusta.</p>
<p>Possiamo noi seguire sempre il Principe della Pace, che letteralmente ci ha mostrato la via da percorrere, affinché così possiamo sopravvivere in questi tempi turbolenti. Il Suo piano divino può preservarci contro i pericoli che ci circondano da ogni lato. Il Suo esempio indica la via. Quando si trovò davanti alla tentazione, Egli la evitò; quando Gli fu offerto il mondo, Egli rifiutò; quando Gli fu chiesto di dare la vita, Egli la donò.</p>
<p>Ora è il momento. Questo è il luogo. Prego affinché possiamo seguirLo. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.</p>
<h2><a id="notes" title="notes" name="notes"></a>Note</h2>
<p class="notes">1. 2 Nefi 28:20–21.</p>
<p class="notes">2. Lettera della Prima Presidenza dell’11 febbraio 1999; citato in <em>Liahona</em>, dicembre 1999, 1.</p>
<p class="notes">3. <em>How to Teach Your Baby to Read</em> (1963, 1964), 43–45.</p>
<p class="notes">4. Conference Report, aprile 1938, 102–103.</p>
<p class="notes">5. Vedere <em>A Touch of Wonder</em> (1974), 77–78.</p>
<p class="notes">6. Vedere Meredith Willson e Franklin Lacey, <em>The Music Man</em> (1957).</p>
<p class="notes">7. «Ecco i vostri piccoli»,<em> Liahona, </em>marzo 2001, 2.</p>
<p class="notes">8. 1 Timoteo 4:12.</p>
<p class="notes">9. Luca 2:52.</p>
<p class="notes">10. Atti 10:38.</p>
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		<title>Sono quella che voglio essere?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guest Author]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 12:48:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Discorsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono quella che voglio essere ?  Uno dei discorsi che mi ha ispirato di più nella mia crescita spirituale l’ho letto ne “La Stella” la rivista della chiesa in Italia di allora. Era stato pronunciato dall’anziano Monson, il primo consigliere della Prima Presidenza e mi colpì forse perché forse era quello che avevo bisogno di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="margin: auto 0in;text-align: center"><span style="font-size: 9pt;color: #000000;font-family: Verdana">Sono quella che voglio essere ?</span></h1>
<h1 style="margin: auto 0cm"><span style="font-weight: normal;font-size: 12pt"><span style="font-weight: normal;font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> Uno dei discorsi che mi ha ispirato di più nella mia crescita spirituale l’ho letto ne “La Stella” la rivista della chiesa in Italia di allora.</span></span></h1>
<h1 style="margin: auto 0cm"><span style="font-weight: normal;font-size: 12pt"><span style="font-weight: normal;font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Era stato pronunciato dall’anziano Monson, il primo consigliere della Prima Presidenza e mi colpì forse perché forse era quello che avevo bisogno di sentire. Per questo siccome credo che mi sia stato molto utile, ed ha avuto un buon impatto sulle mie azioni,  mi piacerebbe condividerlo con chiunque leggerà questo post. <span id="more-60"></span></span></span></h1>
<h1 style="margin: auto 0cm;text-align: center"><span style="font-size: 12pt"><span style="font-size: 9pt;color: #000000;font-family: Verdana">Come dare il meglio di noi stessi</span></span></h1>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Tanto tempo fa e in un luogo tanto lontano il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo mostrò alla moltitudine e ai Suoi discepoli «la via, la verità e la vita».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#1#1"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">1</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> Egli impartiva consigli con le Sue sante parole. Egli ci ha dato un esempio con la Sua vita esemplare. Spesso il Signore faceva ai Suoi ascoltatori questa domanda: «Che sorta di uomini dovreste essere?»</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#2#2"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">2</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Durante il Suo ministero nel continente americano Egli aggiunse a questa domanda alcune importanti parole: «Che sorta di uomini dovreste essere? In verità io vi dico: così come sono io».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#3#3"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">3</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Durante il Suo ministero terreno il Maestro spiegò come dobbiamo vivere, come dobbiamo insegnare, come dobbiamo servire e che cosa dobbiamo fare in modo da poter esprimere il nostro massimo potenziale. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Una lezione a questo proposito ci proviene dal vangelo di Giovanni, nella sacra Bibbia: «Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge, e i profeti: Gesù figliuolo di Giuseppe, da Nazaret. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro e disse di lui: Ecco un vero Israelita in cui non c&#8217;è frode!»</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#4#4"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">4</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Durante il nostro soggiorno sulla terra abbiamo una guida celeste nell&#8217;esortazione dell&#8217;apostolo Paolo: «Tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri». Poi troviamo questo ammonimento: «Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e vedute in me, fatele; e l&#8217;Iddio della pace sarà con voi».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#5#5"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">5</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Nella nostra ricerca dell&#8217;eccellenza, alcune domande devono fungere da guida ai nostri pensieri: <em><span style="font-family: Verdana">Sono quello che voglio essere? Sono più vicino al Signore oggi di quanto lo ero ieri? Sarò ancora più vicino a Lui domani? Ho il coraggio di cambiare in meglio?</span></em> </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">È il momento di scegliere una strada spesso ignorata, la strada che potremmo chiamare «la strada della famiglia», affinché i nostri figli e nipoti possano davvero realizzare pienamente il loro potenziale. C&#8217;è in questo paese&#8211;come negli altri paesi del mondo&#8211;una forte tendenza che esprime un chiaro messaggio: «Ritornate alle vostre radici, ritornate alla vostra famiglia, alle lezioni che avete imparato, alla vita che avete vissuto, agli esempi che avete veduto, ai valori della famiglia». Spesso si tratta semplicemente di tornare a casa&#8211;tornare a casa in soffitte da tanto tempo ignorate, a diari raramente letti, ad album di fotografie quasi dimenticati. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Il poeta scozzese James Barrie scrisse: «Dio ci ha dato i ricordi in modo che potessimo avere le rose di giugno nel dicembre della nostra vita».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#6#6"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">6</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> Quali ricordi abbiamo di nostra madre, di nostro padre, dei nostri nonni, dei nostri familiari, dei nostri amici? </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Quali lezioni abbiamo imparato dai nostri padri? Anni fa un padre di famiglia chiese all&#8217;anziano ElRay L. Christiansen che nome gli consigliava per la barca che aveva appena acquistato. Fratello Christiansen suggerì: «Perché non la chiami <em><span style="font-family: Verdana">Spaccadomenica</span></em>?» Sono convinto che quel marinaio in erba fu indotto a meditare se il suo tesoro di barca lo avrebbe indotto a violare o a osservare la domenica. Qualunque sia stata la sua decisione, senza dubbio esercitò una duratura impressione sui suoi figli. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Un altro padre insegnò a un figlio una lezione di obbedienza mai dimenticata e gli insegnò con l&#8217;esempio a onorare la santità della domenica. Ne venni a conoscenza durante i funerali di una grande Autorità generale: H. Verlan Andersen. Uno dei suoi figli gli rese un commosso omaggio, un omaggio che riguarda anche noi, ovunque siamo e qualsiasi cosa facciamo. È un esempio tratto dall&#8217;esperienza personale. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Il figlio dell&#8217;anziano Andersen raccontò che anni prima, un sabato sera, doveva partecipare a una importante attività a scuola. Chiese in prestito l&#8217;automobile a suo padre. Dopo aver preso le chiavi, stava per uscire di casa quando suo padre gli disse: «L&#8217;automobile avrà bisogno di altra benzina per domattina. Prima di tornare a casa ricordati di fare il pieno». </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Il figlio dell&#8217;anziano Andersen raccontò che la festa alla quale partecipò fu davvero bella. C&#8217;erano tanti amici; i rinfreschi erano ottimi e tutti si divertivano. Tuttavia, preso dall&#8217;entusiasmo, dimenticò la richiesta di suo padre di fare benzina prima di tornare a casa. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Spuntò la domenica mattina. L&#8217;anziano Andersen scoprì che la lancetta indicava che il serbatoio era vuoto. Il figlio vide suo padre tornare in casa e rimettere sul tavolo le chiavi dell&#8217;automobile. Nella casa degli Andersen la domenica era un giorno dedicato al culto e al ringraziamento, non agli acquisti. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Il figlio dell&#8217;anziano Andersen continuò così: «Vidi mio padre indossare il soprabito, salutare la famiglia e quindi percorrere a piedi la lunga distanza che ci separava dalla cappella, in modo da poter partecipare alla prima riunione». Il dovere lo chiamava. La verità non poteva venire dopo la comodità. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Concludendo il suo discorso, il figlio dell&#8217;anziano Andersen disse: «Nessun figlio ha mai appreso più efficacemente una lezione impartita da suo padre, come feci io in quella occasione. Mio padre non soltanto conosceva la verità, ma la metteva in pratica». </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">È nella casa che si formano il nostro atteggiamento e le nostre convinzioni più profonde. È nella casa che la speranza viene incoraggiata o distrutta. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Le nostre case devono esser qualcosa di più di santuari: devono anche essere luoghi dove lo Spirito di Dio può dimorare, dove le tempeste si fermano sulla porta, dove regna l&#8217;amore e dimora la pace. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Qualche tempo fa una giovane madre mi scrisse: «Qualche volta mi chiedo se quello che faccio ha importanza per i miei figli; specialmente perché, non avendo marito e dovendo fare due lavori per mantenere i figli, qualche volta vengo a casa e trovo tanto disordine. Ma non rinuncio mai alla speranza. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">«Io e i miei figli abbiamo seguito la trasmissione televisiva della conferenza generale e abbiamo sentito che lei parlava della preghiera. Mio figlio a quel punto ha detto: ‹Mamma, tu ci hai già insegnato queste cose›. Gli ho chiesto: ‹Che cosa vuoi dire?›. Egli ha risposto: ‹Be&#8217;, ci hai insegnato a pregare e ci hai mostrato come si fa; ma l&#8217;altra sera sono venuto nella tua stanza per chiederti una cosa e ti ho trovata in ginocchio, mentre pregavi il Padre celeste. Se Egli è importante per te, è importante anche per me›». La lettera finisce così: «Credo che non comprendiamo quanta influenza esercitiamo sugli altri, sino a quando un figlio impara dal nostro esempio quello che abbiamo cercato di insegnargli». Quale stupenda lezione quel figlio imparò da sua madre! </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Quando ero ragazzo, alla Scuola Domenicale, proprio il giorno della mamma, feci una straordinaria scoperta il cui ricordo è rimasto vivo in me durante tutti questi anni. Melvin, un fratello cieco del rione dotato di una bella voce, si alzò e, con gli occhi rivolti verso la congregazione come se vedesse tutti noi, cantò: «Alla mia cara mamma». Il ricordo della mamma destato dal suo canto commosse il cuore dei presenti. Vidi molti uomini estrarre il fazzoletto e molte donne con gli occhi pieni di lacrime. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Noi diaconi passammo tra la congregazione portando piccoli vasi di gerani per donarli alle madri. Alcune di loro erano giovani, altre erano di mezza età, altre ancora sembrano tenersi aggrappate tenacemente alla vita tanto erano avanti negli anni. Notai che gli occhi di tutte le madri erano occhi buoni. La parola che ogni madre diceva era: «Grazie». Compresi il senso di questa dichiarazione: «Quando qualcuno dona un fiore, il profumo del fiore rimane sulle mani del donatore». Non ho dimenticato la lezione che imparai allora, né mai la dimenticherò. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Alcune madri, alcuni padri, alcuni figli, alcune famiglie sono chiamati a portare un pesante fardello qui sulla terra. Una di queste famiglie era quella dei Borgstrom, nell&#8217;Utah settentrionale. Era il tempo della seconda guerra mondiale. Violente battaglie infuriavano in varie parti del mondo. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">I Borgstrom persero tragicamente quattro dei cinque figli che si trovavano sotto le armi. Nel giro di sei mesi tutti e quattro i figli dettero la vita, ognuno in una parte diversa del mondo. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Dopo la guerra i corpi dei quattro fratelli Borgstrom furono riportati a casa a Tremonton, e là fu tenuta un&#8217;imponente cerimonia funebre. Il Tabernacolo di Garland era pieno di gente. Il generale Mark Clark era presente alla cerimonia. In seguito raccontò con commozione l&#8217;esperienza che aveva fatto: «La mattina del 26 giugno sono andato in volo a Garland e là ho incontrato i familiari dei giovani, tra i quali la madre, il padre e i due figli superstiti . . . uno di essi appena adolescente. Non avevo mai conosciuto una famiglia che mostrava tanta forza d&#8217;animo. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Quando le quattro bare ricoperte dalla bandiera furono portate in chiesa e allineate davanti a noi, seduto accanto a quei coraggiosi genitori mi sentii profondamente commosso dalla loro magnanimità, dalla loro fede e dal loro orgoglio per quei figli stupendi che avevano compiuto il supremo sacrificio in difesa dei principi che i loro nobili genitori avevano inculcato in loro fin dalla fanciullezza. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Durante il pranzo la signora Borgstrom si rivolse a me e mi chiesa a voce bassa: «Prenderete nell&#8217;esercito anche il mio figlio più piccolo?» Risposi con un sussurro che, finché fossi stato il comandante dell&#8217;Esercito della costa occidentale, se il suo ragazzo fosse stato richiamato, avrei fatto del mio meglio per assegnarlo a un incarico in patria. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Mentre tenevo questa conversazione a bassa voce con la madre, il padre improvvisamente si chinò e disse alla moglie: ‹Cara, ho ascoltato la tua conversazione con il generale riguardo al nostro figlio minore. Noi sappiamo che se e quando il suo paese avrà bisogno di lui, egli partirà›. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Riuscivo appena a trattenere l&#8217;emozione. Mi trovavo in presenza di genitori con quattro figli morti per le ferite subite in battaglia, e tuttavia essi erano pronti a fare l&#8217;ultimo sacrificio se il loro paese lo avesse richiesto». </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">È il vangelo del Signore Gesù Cristo che faceva sentire la sua presenza in quel giorno che non sarà mai dimenticato. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Gli anni sono passati, ma la necessità di una testimonianza del Vangelo continua ad essere indispensabile. Mentre ci muoviamo verso il futuro, non dobbiamo trascurare le lezioni del passato. Il nostro Padre celeste dette Suo Figlio. Il Figlio di Dio dette la Sua vita. Ci è chiesto da Loro di dedicare la vita al Loro divino servizio. Lo farete? Lo farò? Lo faremo? Vi sono delle lezioni da insegnare, vi sono delle buone azioni da compiere, vi sono delle anime da salvare. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Ricordiamo il consiglio di Re Beniamino: «Quando siete al servizio dei vostri simili, voi non siete che al servizio del vostro Dio».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#7#7"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">7</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> Allungate la mano per soccorre chi ha bisogno del vostro aiuto. Innalzate queste persone a un più alto e migliore livello di vita. Cantiamo con i bambini della Primaria: «Guidami, aiutami, cammina insieme a me; dimmi quel che devo far per ritornare a Te».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#8#8"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">8</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">La vera fede non è patrimonio dei bambini, ma una cosa che tutti dobbiamo avere. Dai Proverbi impariamo questo principio: «Confidati nell&#8217;Eterno con tutto il cuore e non t&#8217;appoggiare sul tuo discernimento. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli appianerà i tuoi sentieri».</span><sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"><a href="http://www.lds.org/conference/talk/display/0,5232,49-7-20-7,00.html#9#9"><span lang="IT"><span style="color: #0000ff">9</span></span></a></span></sup><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> Così facendo arriviamo a capire che stiamo svolgendo la santa missione che Egli ci ha affidato, che i Suoi propositi divini si sono adempiuti e che noi abbiamo contribuito a tale adempimento. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Consentitemi di illustrare la validità di questo principio raccontandovi un&#8217;esperienza personale. Molti anni fa, quando ero vescovo, sentii l&#8217;impulso di fare visita ad Augusta Schneider, una vedova originaria della regione dell&#8217;Alsazia-Lorena. Ella parlava poco l&#8217;inglese, anche se conosceva bene il francese e il tedesco. Per molti anni, dopo aver sentito quella prima impressione, le feci visita in occasione del Natale. Una volta Augusta disse: «Vescovo, ho una cosa che per me ha grande valore, di cui voglio farle dono». Andò a prendere quella cosa e me la mostrò: era un bel pezzo di feltro di circa 15 per 20 centimetri sul quale erano appuntate le medaglie che suo marito si era guadagnato mentre era soldato dell&#8217;esercito francese durante la prima guerra mondiale. Ella disse: «Vorrei che lei accettasse questo mio tesoro, questo oggetto a me tanto caro». Protestai gentilmente e le suggerii che forse c&#8217;era un suo parente al quale poteva fare tale dono. «No», rispose con fermezza. «Questo dono è per lei, poiché lei ha l&#8217;anima di un francese». </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Poco dopo avermi fatto quel bel dono Augusta lasciò questa vita terrena e tornò a casa da quel Dio che le aveva dato la vita. Ogni tanto pensavo alla sua affermazione secondo cui io avevo «l&#8217;anima di un francese». Non avevo la minima idea di che cosa volesse dire, e ancora non ce l&#8217;ho. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Molti anni dopo ebbi il piacere di accompagnare il presidente Ezra Taft Benson alla dedicazione del Tempio di Francoforte, in Germania, tempio che avrebbe servito i membri della Chiesa tedeschi, francesi, olandesi e belgi. Mentre facevo la valigia, mi sentii spinto a portare con me quelle medaglie, senza avere idea di quello che ne avrei fatto. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Durante la sessione dedicatoria in lingua francese il tempio era affollato. Il canto e i discorsi furono bellissimi. La gratitudine per le benedizioni di Dio penetrava in ogni cuore. Vidi dalle annotazioni sul programma che a quella sessione partecipavano anche i membri della Chiesa dell&#8217;Alsazia-Lorena. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Durante il mio discorso notai che l&#8217;organista si chiamava Schneider. Volli perciò raccontare la storia della mia amicizia con Augusta Schneider. Poi mi avvicinai all&#8217;organista e gli feci dono delle medaglie, affidandogli anche l&#8217;incarico, dato che il suo nome era Schneider, di svolgere le ricerche genealogiche sulla famiglia Schneider. Lo Spirito del Signore confermò nel nostro cuore che quella era un&#8217;occasione davvero speciale. Fratello Schneider ebbe qualche difficoltà nel suonare l&#8217;inno di chiusura della cerimonia dedicatoria, tanto era commosso dallo Spirito che sentivamo nel tempio. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Ero convinto che quel prezioso dono, che potremmo chiamare l&#8217;offerta della vedova&#8211;poiché era tutto quello che Augusta Schneider possedeva&#8211;ora si trovava nelle mani di una persona che avrebbe fatto in modo che molti che possedevano un&#8217;anima francese ricevessero le benedizioni del sacro tempio, sia per i vivi che per coloro che erano passati dall&#8217;altra parte del velo. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Porto testimonianza che a Dio ogni cosa è possibile. Egli è il nostro Padre celeste; Suo Figlio è il nostro Redentore. Se ci sforziamo di conoscere i Suoi principi e poi li mettiamo in pratica, noi, con chi ci sta vicino, saremo abbondantemente benedetti. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Proclamo con tutta solennità che Gordon B. Hinckley è un vero profeta per il nostro tempo e che è guidato dal Signore nel grande lavoro che viene svolto sotto la sua guida. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Ricordiamoci sempre che l&#8217;obbedienza ai comandamenti di Dio richiama su di noi le benedizioni promesse. </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Che ognuno di noi sia degno di riceverle; così prego, nel nome di Gesù Cristo. Amen. </span></p>
<p><strong><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">NOTE </span></strong><a name="1"></a><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">1. Giovanni 14:6.<br />
<a name="2"></a>2. 2 Pietro 3:11.<br />
<a name="3"></a>3. 3 Nefi 27:27.<br />
<a name="4"></a>4. Giovanni 1:45­47.<br />
<a name="5"></a>5. Filippesi 4:8­9.<br />
<a name="6"></a>6. James Barrie, liberamente citato in <em><span style="font-family: Verdana">Peter&#8217;s Quotations: Ideas for Our Time</span></em>, a cura di Laurence J. Peter (1977), 335.<br />
<a name="7"></a>7. Mosia 2:17.<br />
<a name="8"></a>8. Naomi W. Randall, «<em><span style="font-family: Verdana">Sono un figlio di Dio</span></em>», (<em><span style="font-family: Verdana">Inni</span></em>, No. 190)<br />
<a name="9"></a>9. </span><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana">Proverbi 3:5, 6.</span></p>
<h1 style="margin: auto 0cm"><span style="font-weight: normal;font-size: 12pt"><span style="font-weight: normal;font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></span></h1>
<p><span style="font-size: 8pt;color: #000000;font-family: Verdana"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt"><span style="font-size: 8pt;font-family: Verdana"> </span></p>
<p> </p>
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