Dio parla oggi?

gennaio 18th, 2012 by Giuseppe Martinengo

di Terrie
Avete mai finito di leggere la Bibbia e sospirato per la delusione, perché non c’era altro? Le parole di Dio sono così importanti, così meravigliose, che vorreste averne di più da leggere. Avete mai cercato nella Bibbia una risposta attuale ad un problema che semplicemente non si trovava in quel libro, e vi siete chiesti che cosa avrebbe fatto Dio al vostro posto?

Quando studiamo la Bibbia, vediamo che le esigenze del popolo di Dio cambiavano spesso. Noè ebbe bisogno di costruire un’arca, ma Mosè no. Lui aveva bisogno di condurre le persone nel deserto senza pericoli. Ogni profeta aveva da fronteggiare specifiche sfide, a seconda delle condizioni politiche e sociali e dei comportamenti specifici delle persone in quel momento. Nuove sfide dovevano affrontarsi e c’erano nuove tentazioni, e nuovi modi di pensare. Nel Nuovo Testamento, quando Gesù morì, i suoi apostoli lottarono per impedire alla gente di adattare credenze false o leggermente inesatte basate sulle loro culture, sulla filosofia greca che stava infiltrandosi nella chiesa, o semplicemente su una cattiva interpretazione degli insegnamenti. A volte i nuovi cristiani ponevano semplicemente domande a cui non era stato risposto, così tiravano a indovinare, e spesso sbagliavano. Gli apostoli lottarono per impedire a queste cose di insorgere, ma spesso senza successo. Per esempio, in 1 Corinzi 15, Paolo si trova a rimproverare i membri perché credevano che non ci sarebbe stata nessuna resurrezione dei morti. Rimproverò anche i Galati perché erano caduti in falsi insegnamenti (Vedi Galati 1). Parlò energicamente anche ai Colossesi perché cominciavano a credere allo gnosticismo, una falsa credenza che stava contaminando il cristianesimo primitivo.

Dopo che gli apostoli furono spariti, nessun altro ebbe l’autorità di ricevere rivelazioni da Dio. Oggi la maggior parte dei cristiani accetta che la profezia sia finita alla morte di Cristo, o dopo la morte degli apostoli. I mormoni (un nomignolo informale usato per descrivere i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni) ritengono che gli apostoli siano stati chiamati come profeti, aventi diritto di cercare la verità da Dio e di annunciarla ufficialmente. Atti 15:32 dice: “E Giuda e Sila, essendo profeti anch’essi, esortavano i fratelli con molte parole, e li confermavano “. Giuda e Sila, naturalmente, erano apostoli, e ciò dimostra che gli apostoli sono anche profeti.

Durante i lunghi anni in cui non c’erano profeti, i tempi cambiarono radicalmente. Argomenti che prima non erano problematici, o non ancora emersi, divennero delle sfide per i cristiani di tutto il mondo. Tuttavia la chiesa primitiva lottava, uomini e donne coraggiosi si davano da fare per mantenerla vivo e in crescita. Tuttavia, spesso lottavano anche per sapere ciò che era vero. Anche se studiavano la Bibbia, spesso erano in disaccordo su dottrine essenziali. Quando succedeva questo, spesso si venivano a creare nuove religioni.

Durante la Riforma, uomini coraggiosi si fecero avanti, proclamando orgogliosamente che il cristianesimo non esisteva più in forma pura che corrispondesse a quello che insegnato da Gesù Cristo. Credevano che la corruzione e le false dottrine si fossero insinuate nella chiesa, nel corso degli anni. Molti morirono per il loro coraggio. Questi capi fecero quel che potevano per correggere quella che consideravano la dottrina sbagliata, ma persino all’interno del movimento protestante, non c’era sempre accordo su cosa non andava; oggi ci sono molte diverse sette protestanti, e tutte loro insegnano dottrine contrastanti, anche su soggetti che sono eternamente critici.
Molte persone oggi, ansiose di trovare la verità, guardano queste chiese e le loro dottrine contrastanti, e poi si volgono alla Bibbia. Si noti che in Amos 3:7, ci viene promesso: “Certamente il Signore Dio non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti.” Si chiedono se questo significa che Dio sta facendo qualcosa di importante oggi, e ancora, gli ultimi giorni sono qui e la seconda venuta si avvicina. Sicuramente Dio sta facendo cose importanti per preparare quel tempo. Come possono sapere quali sono queste cose, e qual è la propria responsabilità in questi ultimi giorni?
Le persone di pensiero oggi anelano ad un profeta. Chiedono, “Dio parla oggi? Lui ci ama  abbastanza da guidarci attraverso la complessità di un mondo che è completamente diverso da quello in cui fu scritta la Bibbia? C’è un modo per sapere cosa è vero in un agglomerato sempre crescente di idee in competizione fra loro? “.

I mormoni dicono di sì, Dio parla oggi. Egli ci ama abbastanza per aiutarci ad attraversare questi ultimi giorni sapendo esattamente ciò che è vero. I mormoni non credono che quando Gesù è morto, Dio si sia ritirato e ora si rifiuti di parlare con noi, o che Egli non sia interessato ad aiutarci a trovare la verità. I mormoni non credono che Dio non voglia che noi lo preghiamo  per scoprire cosa è vero.
Nel 1830 un ragazzo di quattordici anni, Joseph Smith, aveva molte delle domande che angosciano le persone oggi. In considerazione delle contraddizioni insegnate dalle varie chiese protestanti nella sua zona, si chiedeva come si poteva sapere a quale chiesa doveva unirsi. Durante la lettura della Bibbia, si imbatté in Giacomo 1:5:
Se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà dato.

Decise che questa era la soluzione più ovvia al suo problema. Dio era davvero l’unica fonte sicura di verità, qualcun altro avrebbe potuto sbagliare. Andò nel bosco per pregare e ricevette la sua prima visione, una visita da Dio e Gesù Cristo. Gesù gli disse di non unirsi a nessuna delle chiese attualmente esistenti. La mancanza di profezia aveva permesso che troppi errori contaminassero la dottrina.
Una volta adulto, Dio mandò un angelo di nome Moroni a formarlo per il suo futuro ruolo come il primo profeta dei tempi moderni. Nei tempi biblici, Dio spesso prendeva dei profeti dalla terra, e altri li inviava sulla terra, e così aveva fatto in questo caso.

Oggi, il nostro mondo complesso presenta molte sfide a coloro che vogliono obbedire alla parola di Dio. Dottrine essenziali sulla famiglia, la strada verso la salvezza, il battesimo e qualche altra dottrina vengono dibattute con fervore e talvolta anche definite come poco importanti o soggette a mode attuali. Da quando Joseph Smith assunse il suo posto come primo profeta della restaurazione, c’è sempre stato un profeta come capo della Chiesa. Il profeta di oggi è Thomas S. Monson.

Dio parla oggi? Lo fa. Attraverso i profeti e gli apostoli, Egli ci aiuta a comprendere le scelte a nostra disposizione e le conseguenze di ogni scelta. Quando sorgono nuove situazioni, Dio può aiutarci a sapere come affrontarle. Invece di dover pregare individualmente su ogni dottrina –il che sarebbe una perdita di tempo e  un complicato processo, e che implica essenzialmente il crearvi la vostra religione-potete pregare per sapere se il presidente Monson è davvero un profeta. Dio ve lo dirà. Ha promesso di farlo. Poi, avendo questa certezza da Dio, sapete che potete fidarvi di lui. Tuttavia, se in qualsiasi momento dovesse dire qualcosa di cui non siete certi, potreste pregare per sapere le cose da voi stessi.

I mormoni credono nella rivelazione personale. Essi credono che Dio parli a tutta la Chiesa per mezzo dei profeti, ma anche che Dio ci parla individualmente, se Gli chiediamo di farlo. Non possiamo sentire delle vere parole, ma il nostro cuore ci assicura che la risposta sia veramente da Dio. Anche se ci sono alcuni che ammoniscono le persone a  non pregare per conoscere la verità, la Bibbia ci dice che dovremmo e che Dio risponderà- i mormoni credono alla promessa di Giacomo 1:5. Satana non può riempire i nostri cuori di pace e di gioia, quindi è molto facile dire chi sta rispondendo alle vostre preghiere.

Posted in Credi mormoni | No Comments »

Presidente Monson: Per seguire Cristo, scegli di cambiare.

novembre 16th, 2011 by Giuseppe Martinengo

Thomas S. Monson, presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, quando martedi mattina ha parlato  agli giovani studenti della  Brigham Young University in Provo, Utah, ha enfatizzato l’importanza di seguire Cristo.

“Quando scegli di seguire Cristo, scegli di essere cambiato” ha affermato, parafrasando Ezra Taft Benson, tredicesimo presidente della Chiesa, “il mondo forma da forma alla natura umana, ma Cristo può cambiare la natura umana, e uomini e donne cambiate possono cambiare il mondo.

Il Presidente Monson ha continuato condividendo la storia di due individui che hanno cambiato la percezione della Chiesa di una donna.

“Diversi anni fa ho ricevuto una lettera da una donna che parlava dell’esempio di due membri della Chiesa che hanno avuto un’influenza molto positiva nella sua vita.” Ha raccontato Pres. Monson.

L’autrice della lettera ha scritto che anche se all’inizio ha avuto un impressione negativa della Chiesa, quando ha conosciuto i membri Rick e Dan Macintosh, la sua impressione è cambiata.

“L’anno scorso al marito di mia sorella, Tom Brown, è stato diagnosticato un tumore maligno al cercello e gli è stato detto che avrebbe vissuto solo un altro anno. E’ morto settimana scorsa. ” La donna ha confidato nella lettera a Presidente Monson. “Nell’ultimo anno, Rick, che è il vescovo del rione,… e Dave hanno passato innumerevoli ore con mia sorella e la sua famiglia. Hanno pregato infinite volte per Tom, e le loro mogli hanno portato nella casa della famiglia di mia sorella del cibo;hanno spalato la neve in inverno ed ogni volta che andavano la, chiedevano a mia sorella se c’era qualcosa che potessero fare, ed intendevano davvero farlo. Per loro non era importante che la mia famiglia non sia membro della Chiesa. Questi due uomini hanno davvero vissuto la loro fede, ed io mi sono sentita profondamente toccata dalla loro compassione e dal loro esempio.”

La donna più avanti ha spiegato, “sto scrivendo questa lettera per dirle che grazie all’esempio di questi due uomini non solo non criticherò più la fede della Chiesa di Gesù Cristo, ma non permetterò di criticare la Chiesa davanti a me. La vostra Chiesa ha il mio più profondo rispetto.”

Il Presidente Monson ha affermato che quando i membri scelgono di seguire l’esempio del Salvatore Gesù Cristo, le opportunità di servire sono illimitate.

Ha ammonito gli ascoltatori, “ricordatevi chi siete, siete figli e figlie del nostro Padre Celeste, … cercate di vivere in modo che possiate essere un esempio dei credenti ed una vera luce per il mondo. … Possa questo essere la vostra benedizione mentre nutrite la vostra testimonianza e mentre seguite l’esempio preparato per voi e per tutti noi dal Signore e Salvatore Gesù Cristo, la vera luce di cristo che illumina ogni uomo e donna che vengono al mondo.”

Per gli studenti della BYU è un piacere ascoltare il Presidente Thomas S. Monson.

“Mi è piaciuto come ha parlato di essere una luce per il mondo. La storia che ha condiviso mi ha davvero aiutato a voler diventare una persona migliore” ha detto Tanner Watkins, uno studente del secondo anno proveniente da Akron, Ohio. ” Il Presidente Monson è davvero un grande esempio del Servizio simile a Cristo.”

Posted in Credi mormoni | No Comments »

Riflessioni su Thomas Monson e sulla Conferenza Generale mormone

novembre 14th, 2011 by Giuseppe Martinengo

Robert Liefson insegna al Seminario e al programma di Istituto per i giovani adulti della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, serve come capo dei pompieri volontari a Woodruff ed è il padre di 6 figli, dai 5 ai 19 anni di età.

Ho avuto la fortuna di essere cresciuto in una casa dove, regolarmente, ho sentito le storie di Profeti biblici come Mosè, Noè, Isaia, Elia e Abramo. Mi sono stati insegnati gli scritti del profeta Amos, nell’Antico Testamento, che dicono “Poiché il Signore Dio non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti”. Molte persone hanno posto la domanda: “Perché Dio non ha chiamato dei Profeti, ai nostri giorni, come ha fatto nei tempi antichi”? A causa della loro convinzione che ci siano dei profeti, oggi, i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni si riuniscono ogni sei mesi, in una conferenza generale, per ascoltare i loro consigli. Grazie ai progressi della tecnologia moderna, la conferenza è trasmessa alla radio e in innumerevoli stazioni televisive e tradotta in 92 lingue diverse. E’ stata sempre una mia personale abitudine, guardare la conferenza, a casa, in televisione. Questa conferenza è stata unica per me, perchè ho avuto il privilegio di parteciparvi di persona, insieme ai membri della mia famiglia, presso il centro congressi, a Salt Lake City, Utah.

Mentre l’inizio della sessione si avvicinava, aspettavo che il presidente Thomas S. Monson, l’attuale presidente della Chiesa, prendesse il suo posto tra i dirigenti. I suoi due consiglieri erano entrati e si erano seduti. Era impossibile non vedere la sedia vuota, tra di loro. C’era un vuoto simile nel mio cuore, mentre cresceva il mio disagio, al pensiero che egli non si sarebbe presentato. Dire che sarei rimasto deluso, sarebbe un eufemismo enorme. L’incontro è iniziato, senza alcuna parola di spiegazione sull’assenza del Pres. Monson. Il coro del Tabernacolo ha eseguito un inno, ben noto ai membri della Chiesa, “Ti preghiamo, oh Signor, per il profeta”. “Che Dio ti dia conforto e allegria, mentre il solco degli anni avanza sulla tua fronte”. La seconda strofa contiene la frase: “Questa forza ti venga data, affinchè tu possa fare la tua parte, per guidarci e consigliarci di giorno in giorno”. Le parole dell’inno hanno portato conforto, al mio cuore, e hanno perfettamente espresso i miei sentimenti. Ho notato che mia moglie aveva scritto sulla parte superiore del suo taccuino: “Dov’è il presidente Monson?”

Ci sono state volte, in passato, che i presidenti della Chiesa, a causa dell’età o della salute, sono stati impossibilitati a partecipare alle conferenze della Chiesa. Non mi aspettavo che questa conferenza fosse una di queste occasioni. Ho cercato di concentrare la mia attenzione sui messaggi degli altri partecipanti e ho cominciato a scrivere le mie impressioni e i miei pensieri sui loro messaggi. I membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, venerano quindici uomini come profeti, veggenti e rivelatori. Questo gruppo include il quorum dei dodici apostoli, modellato sugli Apostoli chiamati da Gesù Cristo, durante il suo ministero sulla terra. I profeti Mosè, Enoch e Daniel sono stati citati, nel corso dei discorsi, così come i nomi dei profeti del nostro tempo. Read the rest of this entry »

Posted in Credi mormoni | No Comments »

Riflessioni sulla Conferenza

ottobre 17th, 2011 by Giuseppe Martinengo

 Riflessioni sulla Conferenza
Wm J. Monahan

Mia moglie ed io siamo stati entusiasti di partecipare a tutte le sessioni della Conferenza semestrale 181 Generale. La televisione è fantastica, ma limitata nella sua capacità di catturare la gioia e il privilegio di essere lì.
Ci sono stati momenti divertenti, come quando il presidente Monson è arrivato in ritardo per aprire la Conferenza, poi ci ha salutato con un caldo sorriso e un grande “ciao”. Ci sono stati momenti di tenerezza, come dopo, quando ha parlato l’anziano Robert D. Hales, il presidente Monson ha preso atto del fatto che la sua salute era migliorata, e  si è riferito con affetto all’anziano Hales chiamandolo  ”Bob”.
Ci sono stati momenti emozionanti invisibili in televisione a casa, come l’ombra di ogni oratore riflessa sul pannello di fronte al pulpito. Quando l’anziano Neil A. Anderson alzava le braccia per enfatizzare un punto sulla fede in Gesù Cristo, l’ ombra del suo braccio allargava il movimento come se volesse anche lei,portare  una forte testimonianza. Non capisco la scienza dietro l’ottica, ma solo come un’ombra rispecchia le caratteristiche che riflette, così lo Spirito Santo rispecchia e amplifica il messaggio del Salvatore e  i messaggeri.
Ecco le mie riflessioni su alcuni di questi messaggi potenti:
1. Gesù Cristo
Senza dubbio, questa conferenza è stata l’affermazione della nostra fede e il desiderio di seguire Gesù Cristo come nostro Salvatore e Redentore, nel bene e nel male.
Il presidente Thomas S. Monson ci ha ricordato due volte di “stare in luoghi santi” avendo “il coraggio morale di stare fermi sulle nostre convinzioni, anche se così facendo dobbiamo essere da soli..” Ha detto che mentre le tempeste, a volte batteranno alla nostra porta, siamo in grado di affrontarle e superarli “se abbiamo il Vangelo dentro di noi e l’amore del Salvatore nei nostri cuori.”
Dallin H. Oaks ha chiesto: “Cosa pensate di Gesù?” E cosa stiamo facendo in proposito? Ha detto che Gesù è il nostro grande modello che “ci ha invitato più volte a seguirlo.” Non dobbiamo usare un “visto per visitare Babilonia o agire come uno dei suoi cittadini.” Read the rest of this entry »

Posted in Credi mormoni | No Comments »

Pensieri del presidente Monson sull’11 Settembre

ottobre 9th, 2011 by cinzia

Con il decimo anniversario dell’11 Settembre, molti di noi hanno trascorso qualche tempo a riflettere e ricordare quegli eventi e gran parte del dolore e della devastazione causate quel giorno nella nostra vita e nella nostra coscienza. Gli effetti di quel giorno non sono finiti. Le famiglie sono ancora in lutto per i propri cari che se ne sono andati e continuano a perdere persone care, che sono disposte a sacrificare la vita per la libertà altrui. Eppure, questa guerra, che ora va avanti da dieci anni, è così lontana dalla maggior parte di noi, negli Stati Uniti, che è facile far finta che non stia accadendo. E’ facile dimenticare la devastazione, il dolore, la paura, che abbiamo sentito dieci anni fa. Tuttavia, con il dolore e la perdita si è reso possibile un legame, in questo paese, che non avevo mai conosciuto.

Era passato molto tempo, da quando la gente parlava in pubblico, con orgoglio, di Dio e del suo rapporto con Lui, sia individualmente, che come paese. Eppure, per settimane e mesi dopo l’attacco, le persone si sono riunite in modo profondo e toccante. Ci siamo ricordati di Dio. Ci siamo ricordati di tutto ciò che Egli ci ha dato, della protezione che ci aveva offerto così tante volte, della forza che ha continuato ad offrirci. Abbiamo trovato conforto in Lui e in ogni altro.

Dopo alcuni mesi, però, la riflessione e la forza sono sembrati svanire. Al presidente Thomas S. Monson è stato chiesto di scrivere un pezzo, per il blog del Washington Post, “Sulla Fede”, per il decimo anniversario di quel fatidico giorno. Ha condiviso alcune riflessioni che ci hanno ricordato che Dio è sempre lì, anche quando non lo invochiamo. Dovremmo chiamarLo di più, nei momenti buoni, come nei cattivi. Ha sottolineato il comportamento del paese, dopo l’11 Settembre:

“C’è stato, come molti hanno notato, un aumento incredibile di fede, dopo la tragedia. La gente, negli Stati Uniti, ha riscoperto il bisogno di Dio e si è rivolta a Lui per avere conforto e comprensione. I tempi sicuri erano stati frantumati. Abbiamo sentito la grande instabilità della vita e raggiunto la grande stabilità del nostro Padre Celeste. E, come sempre, l’abbiamo trovata. Gli americani di tutte le fedi, si erano riuniti in maniera notevole”.

Questa volta è servito a ricordarci quanta forza abbiamo, quando ci appoggiamo al nostro Padre Celeste. Tuttavia, il presidente Monson ha anche notato quanto velocemente ci sembra di dimenticare: “Purtroppo, sembra che molto di quel rinnovamento della fede sia diminuito, negli anni che sono seguiti. La guarigione è arrivata con il tempo, ma anche l’indifferenza. Noi dimentichiamo quanto vulnerabili e sofferenti, ci siamo sentiti. Il nostro dolore ci porta a ricordare gli scopi profondi della nostra vita. Il buio della nostra disperazione ci ha portato un momento di illuminazione. Ma siamo smemorati. Quando la profondità del dolore è passata, le sue lezioni spesso vanno via dalla nostra mente e anche dal nostro cuore”. Read the rest of this entry »

Posted in Notizie | No Comments »

Come pregare

settembre 1st, 2011 by admin

Quando la vita diventa sempre più difficile, molte persone iniziano a cercare delle risposte alle proprie domande. Guardano in Internet, nelle librerie, ascoltano i guru televisivi, sperando sempre di trovare la saggezza migliore. Naturalmente, le risposte che trovano vengono date da uomini mortali e sono spesso basate su idee mondane, non eterne, e, quindi, sono inclini al fallimento. C’è solo una fonte di verità assoluta ed è Dio stesso. Anche se non possiamo vedere Dio, possiamo comunicare con Lui attraverso la preghiera ed è altrettanto importante, quando preghiamo, aprirGli le porte per far sì che possa comunicare con noi. Possiamo imparare a pregare in modo tale che Dio risponda sempre alle nostre preghiere.

Imparare a pregare

Imparare a pregare è una delle prime cose che un mormone apprende, sia durante l’infanzia, che come convertito. Questo perché fino a quando una persona sa come pregare, sarà sempre in grado di sapere se il mormonismo è vero. Una volta che ha la sua risposta, può usare questa capacità per ricevere delle risposte anche ad altri tipi di preghiera.

La preghiera è comunicazione con Dio, quindi è più facile fare delle preghiere efficaci, se abbiamo un buon rapporto con Dio. Leggere le Scritture e trascorrere del tempo in preghiera, sono due modi per conoscere chi sia veramente Dio. Frequentare la chiesa, naturalmente, è un altro modo. A mano a mano che costruite la vostra conoscenza di Dio e parlate con Lui, le vostre preghiere diventano più efficaci.

Le credenze mormoni sulla preghiera, includono un modello semplice, da seguire nelle preghiere formali. Naturalmente, c’è tempo, durante tutto il giorno, per comunicare in modo informale con Lui, ma durante la preghiera formale, sia pubblica che privata, si cerca di seguire un modello di base.

In primo luogo, i mormoni parlano a Dio, chiamandolo rispettosamente per nome. Spesso iniziano la preghiera dicendo: “Caro Padre celeste” o qualcosa di simile. Essi considerano Dio il padre letterale del loro spirito e lo trattano come se fosse un genitore, con amore e rispetto.

Quindi, i mormoni lo ringraziano per le benedizioni che hanno ricevuto da Lui. Questo li aiuta a rivedere la loro giornata, e la loro vita in generale, e notare ciò che c’è di buono. E’ facile perdere di vista le nostre benedizioni, quando si è così concentrati sugli eventi negativi, e non si riesce a notare come Dio stia lavorando per aiutarci, attraverso le nostre prove. Questa fase della nostra preghiera ci spinge a rallentare e notare che Dio è presente nella nostra vita. Read the rest of this entry »

Posted in Credi mormoni | No Comments »

Il presidente Monson continua a mantenersi occupato e festeggia 84 anni

agosto 28th, 2011 by admin

Sul sito LDS Church News, si è parlato recentemente del presidente Thomas S. Monson, nominato uno dei maggiori ottuagenari degli Stati Uniti, nel 2009 e nel 2010, che continua a portare avanti ed osservare un programma completo di cose da fare, nonostante abbia compiuto 84 anni, Domenica 21 Agosto.

Leggete le attività del presidente Monson, negli ultimi due anni, sul sito LDS Church News.

LDS Church News è una pubblicazione autorizzata di notizie, gestita e di proprietà del Deseret News, un quotidiano dello Utah.

Posted in Notizie | No Comments »

Brigham Young e il moderno mormonismo

luglio 29th, 2011 by admin

Mormonismo è un soprannome per le pratiche della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. A volte, quando le persone che non sono mormoni vogliono portare la loro testimonianza ai mormoni o parlare della loro chiesa, iniziano con il parlare di Brigham Young. Lo citano in modo esteso, come se fosse il profeta attuale, e, poi, si domandano perché i mormoni non sono realmente interessati alla loro conversazione. In questo articolo, esploreremo il rapporto di Brigham Young, con la Chiesa mormone moderna.

Brigham Young nacque nel 1801. Quando aveva quattordici anni, la madre morì e cominciò a sostenersi da solo. Con il tempo, sarebbe diventato un falegname. Lui e la sua prima moglie, diventarono mormoni nel 1832, pochi mesi prima che lei morisse, lasciandolo solo e genitore. Negli anni successivi, avrebbe preso in giro molte donne, Sante degli Ultimi Giorni (mormoni), dicendo loro che poteva prendersi cura della casa bene quanto loro o meglio della maggior parte di loro. Gli ci vollero due anni di studio, dopo che la sua famiglia ottenne le copie del Libro di Mormon, per decidere di far parte della Chiesa. Egli era alla ricerca di una chiesa più consona a quella del Nuovo Testamento, istituita da Gesù, in confronto a quella a cui apparteneva, e non voleva entrare in un’altra ulteriore chiesa,  fino a che non fosse stato certo che era quella vera.

Nel 1835, i mormoni organizzarono il Quorum dei Dodici Apostoli, che funzionava come quello degli apostoli, in tempi biblici, e Brigham Young fu chiamato ad essere uno di questi apostoli. Anche se oggi l’anzianità degli apostoli viene calcolata in base a quando sono diventati apostoli, allora tutti furono chiamati nello stesso momento, perciò l’anzianità andava in base all’età. Per questo motivo, quando Joseph Smith fu assassinato, Brigham Young divenne il nuovo profeta.

La chiesa mormone era giovane e nuova e lavorava in un tempo che non è come il nostro. E’ importante ricordarlo, quando si guarda alle cose che disse Brigham Young. E’ anche importante capire il ruolo che un profeta svolge nella chiesa mormone, quindi cerchiamo di cominciare da lì.

Nella Bibbia, vediamo che Dio ha dato al mondo una serie di profeti, non solo uno. Ognuno ha aggiunto qualcosa di nuovo, al Vangelo. Alcuni comandamenti sono stati dati solo per la loro epoca, come la costruzione di un’arca o un viaggio verso la terra promessa. Altre leggi sono leggi di preparazione, cioè sono un passo verso una legge superiore. La Legge di Mosè ne è un esempio. Noi non pratichiamo la Legge di Mosè, oggi, ma essa ci ha preparato per le leggi superiori che ha introdotto Gesù. Da questo, capiamo che Dio guarda alla sua chiesa, in base ad un lungo intervallo di tempo, molto più lungo di quello che vediamo noi. Noi, infatti, vediamo le cose solo nei termini riguardanti la nostra vita. Dio guarda alla sua Chiesa come entità da costruire linea su linea, passo dopo passo. Read the rest of this entry »

Posted in Biografia | No Comments »

Mantenere i nostri occhi sul Presidente della Chiesa

luglio 11th, 2011 by admin

C’è piccola sfida, nell’avere profeti moderni, e sarebbe davvero un punto poco importante, se essi condividessero sempre le nostre opinioni e sostenessero il nostro comportamento. Se fossero sempre d’accordo con noi, non sarebbero ridondanti?

I Profeti non sono obbligati a farci sentire comodi ed è per questo, come il presidente Ezra Taft Benson una volta osservò, che: “Il mondo preferisce che i profeti siano morti o si preoccupino dei propri affari”.

“E’ una cosa facile, credere nei profeti morti” ha detto il presidente Marion G. Romney “ma è una cosa più grande, credere nei profeti viventi”.

E il momento più importante per farlo è proprio quando dicono quello che non vogliamo sentire. Il presidente Romney ha offerto un esempio memorabile di questo principio:

“Un giorno, quando il presidente Grant era vivo, mi sono seduto nel mio ufficio dall’altra parte della strada, a seguito di una conferenza generale. Un uomo venne da me, un uomo anziano. Era molto arrabbiato per quello che era stato detto in questa conferenza da alcuni dei fratelli, me compreso. Potrei dire, dal suo modo di parlare, che venisse da una terra straniera. Dopo averlo calmato abbastanza, in modo da farlo ascoltare, gli ho detto: ‘Perché sei venuto in America?’ ‘Sono qui perché un profeta di Dio mi ha detto di venire’. ‘Chi era il profeta?’ ho continuato. ‘Wilford Woodruff.’ ‘Credi che Wilford Woodruff era un profeta di Dio?’ ‘Sì, signore’. Read the rest of this entry »

Posted in Articoli | No Comments »

Messaggi ispirati da parte del Presidente Monson

giugno 14th, 2011 by admin

<img class="alignleft size-medium wp-image-29" style="float: left; border: 0px initial initial;"Esempio perfetto

Si è detto del Salvatore che Egli “passò facendo del bene… perché Dio era con lui”. Possiamo seguire il Suo esempio perfetto. In questo viaggio, a volte precario, attraverso la mortalità, possiamo anche seguire il parere di Paolo che ci aiuterà a tenerci al sicuro e sulla strada: “tutte le cose che sono vere, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose”. “Guardando indietro e procedendo in avanti”, Conferenza Generale dell’Aprile 2008

Nessun rimpianto

Mandare un biglietto all’amico che avete trascurato, dare un abbraccio ad un bambino, dare un abbraccio ai vostri genitori, dire “ti amo” più spesso, esprimere sempre il vostro grazie. Non lasciate mai che un problema da risolvere, diventi più importante di una persona da amare. Gli amici si allontanano, i bambini crescono, i cari ci lasciano. E’ così facile dare gli altri per scontati, fino al giorno in cui se ne vanno, dalle nostre vite, e ci ritroviamo con i sentimenti portati dalle parole “Cosa sarebbe successo se…” e “Se solo avessi…”. L’autrice Harriet Beecher Stowe ha dichiarato: “Le lacrime più amare versate sulle tombe, sono per le parole inespresse e per le azioni mai fatte”. “Ricerca della Gioia nel viaggio”, Conferenza Generale di Ottobre 2008

Le mani del Signore

Miei fratelli e sorelle, siamo circondati da coloro che hanno bisogno della nostra attenzione, del nostro incoraggiamento, del nostro sostegno, del nostro conforto, della nostra gentilezza: siano essi familiari, amici, conoscenti o estranei. Noi siamo le mani del Signore, qui, sulla terra, con il mandato di servire e di aiutare i suoi figli. Egli dipende da ognuno di noi. “Cosa ho fatto, oggi, per gli altri?”, Conferenza Generale di Ottobre 2009

Il vero amore

Il vero amore può cambiare le vite umane e cambiare la natura umana. Vi prego di avere il coraggio di astenervi dal giudicare e criticare coloro che vi circondano, come pure il coraggio di rendere tutti sicuri e amati e valorizzati. “Abbiate coraggio”, Assemblea Generale delle Giovani Donne, Aprile 2009

Standard

Non abbiate paura di uscire dalla sala di proiezione di un cinema, di spegnere un televisore o di cambiare stazione radio, se ciò che è stato presentato, non soddisfa gli standard del vostro Padre celeste. In breve, se avete qualche domanda sul fatto che un particolare film, libro o altra forma di intrattenimento sia opportuna, non vedetelo, non leggetelo, non partecipate. “La preparazione porta benedizioni”, Conferenza Generale dell’Aprile 2010

La chiamata del dovere

E’ tempo di marciare. Abbiamo l’obbligo di mantenere la cadenza di quella marcia. Il dovere non si attenua, né diminuisce. I conflitti catastrofici vanno e vengono, ma la guerra combattuta per le anime degli uomini, continua senza tregua. Come uno squillo di tromba, arriva la parola del Signore per voi e per me e per i detentori del sacerdozio, ovunque. Ribadisco le parole: «Pertanto, è ora che ogni uomo impari il suo dovere e ad agire nell’ufficio a cui è nominato, usando ogni diligenza” (Dottrina e Alleanze 107:99). “Credere al nostro sacerdozio” Conferenza Generale di Ottobre 2006

Le decisioni determinano il destino

“Ora vediamo venire in primo piano la responsabilità di scegliere, che porta la crisi inevitabile nei crocevia della vita. Colui che vi avrebbe portato giù, vi aspetta pazientemente, in una notte buia, in una vacillante volontà, in una coscienza confusa, in una mente poco lucida. Siete pronti a prendere le decisioni, su quel bivio? Non posso non sottolineare che le decisioni determinano il nostro destino. Non è possibile prendere decisioni eterne, senza conseguenze eterne.” “Le decisioni determinano il destino”, Riunione al caminetto del CES per i giovani adulti, presso la Brigham Young University, il 5 novembre 2005

Posted in Discorsi | No Comments »

« Previous Entries